Interrogazione parlamentare al Ministro della Giustizia ,  quali iniziative intende adottare per garantire il più rapido recupero dell’intera struttura del carcere di…..

 

 

GRIBAUDO. — Al Ministro della giustizia. —

Per sapere – premesso che: nella casa di reclusione « Giuseppe Montato » di Alba, nei giorni a cavallo tra il 25 e il 31 dicembre 2015 e Capodanno 2016, avvenne un’epidemia di legionellosi che costrinse al ricovero d’urgenza in ospe-dale alcuni dei detenuti; poiché non si trattava del primo caso di questa malattia, a tutela della salute del personale in servizio e dei detenuti e per eseguirei necessari lavori di manutenzione dell’impianto idrico, l’amministrazione pe-nitenziaria dispose l’immediata sospen-sione delle attività dell’istituto, con il tra-sferimento dei detenuti in altri penitenziari del Piemonte e il trasferimento del perso-nale ad altre sedi; all’atto della chiusura i posti regola-mentari erano 144 ed il personale contava in pianta organica 124 agenti di polizia penitenziaria e 6 educatori; la struttura è dotata di 1 campo sportivo, 1 palestra, 4 aule per attività formative, 1 teatro, 2 locali biblioteca, 1 locale di culto e 1 laboratorio; nei primi mesi del 2016 il Governo pro tempore stanziò 2.000.000 di euro, a valere sul piano di edilizia penitenziaria 2016- 2018, per i lavori di « adeguamento dei reparti di detenzione con rifacimento im-pianti idrico sanitari e termici », ma nel corso dell’anno non venne effettuato alcun intervento; su sollecito e suggerimento dei Garanti dei detenuti del Piemonte è stato riaperto nel 2017, dopo gli opportuni la-vori, il padiglione collaboratori, per dar luogo alle attività di socializzazione e for-mazione che erano fiore all’occhiello di questa struttura, fra cui la cura del vigneto carcerario per la produzione del vino « Vale La Pena », esempio di eccellenza nel settore dell’agricoltura sociale in Italia; si apprende dal Garante dei detenuti di Alba che nell’autunno 2017 è stato reso noto un cronoprogramma, il quale indiche-rebbe come data di fine lavori il mese di dicembre 2019 e che negli ultimi mesi del 2017 sarebbe stato affidato l’incarico, alla ditta Magicom Ingegneria di Roma, per il supporto alla progettazione; il 22 marzo 2018 è stato pubblicato sul sito del Ministero della giustizia il piano per l’edilizia penitenziaria per gli anni 2018- 2020, che prevede per la casa di reclusione albese un importo di 4.500.000 di euro; l’attuale situazione del carcere di Alba pone in condizione precaria il personale addetto e le rispettive famiglie, a causa di trasferimenti e incertezza sulla sede finale di destinazione, determina il deteriora-mento delle strutture rimaste vuote, impe-disce la piena messa in atto delle attività socializzanti per i detenuti, indispensabili per impedire la recidiva, svilisce le attività culturali, educative e imprenditoriali nate nella città di Alba per il recupero dei detenuti e concorre al sovraffollamento delle carceri italiane –: quali iniziative intenda adottare per garantire il più rapido recupero dell’intera struttura del carcere di Alba, dando luogomanutenzione da tempo previsti e più volte rimandati. (4-00246)

RISPOSTA.

— Con l’atto di sindacato ispet-tivo in esame, l’interrogante chiede di sapere quali iniziative il Ministro intenda adottare per garantire il più rapido recupero dell’in-tera struttura del carcere di Alba, dando luogo ai lavori di ristrutturazione e manu-tenzione già da tempo previsti e più volte rimandati, dopo che venne disposta la chiu-sura dell’istituto di pena a seguito di una epidemia di legionellosi sviluppatasi fra la fine del 2015 e l’inizio del 2016. Va innanzitutto fatto rilevare che per consentire l’apertura, seppur parziale dell’i-stituto, già dal mese di gennaio dello scorso anno il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria era più volte intervenuto sia presso la direzione generale del personale e delle risorse sia presso il provveditorato regionale (nei mesi di febbraio e marzo 2017) affinché, nelle more della realizza-zione degli interventi più complessi, fossero eseguiti i lavori necessari a consentire l’a-pertura del reparto di nuova costruzione, sezione ex collaboratori oggi destinato a detenuti a media sicurezza, sito in edificio distinto dall’altra struttura, costituito da 2 piani (5 camere detentive al 1° piano e 17 camere al 2°) per una capienza di 39 posti disponibili. Nel mese di maggio 2017, ulti-mati i lavori di modifica dell’impianto idro-termosanitario nella centrale termica, ese-guite le relative prove di funzionalità, non-ché gli esami di laboratorio che hanno dato esito negativo in ordine alla presenza del batterio della legionella, è stato possibile riaprire detto padiglione che, alla data del 21 giugno 2018, risulta ospitare 46 detenuti che fruiscono della modalità custodiale aperta. Per quanto riguarda, invece, i lavori re-lativi al restante complesso – che preve-dono, secondo quanto richiesto dall’Asl com-petente, il completo e radicale rifacimento di tutto l’impianto idro-termosanitario, non-ché l’adeguamento al decreto del Presidente della Repubblica n. 230 del 2000 dei servizi igienici annessi alle camere detentive – a fronte di una iniziale previsione di spesa di tre milioni di euro per le sole opere di rifacimento delle condutture idriche e degli impianti di riscaldamento, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ritenendo del tutto incomprensibile una stima econo-mica così elevata, ha ripetutamente richiesto di contenere assolutamente le spese, incari-cando il direttore generale del personale e delle risorse di valutare se vi fossero pro-fessionalità dell’amministrazione in grado di dare risposte risolutive al problema secondo criteri di economicità disponendo, per l’ipo-tesi negativa, l’affidamento a professionalità competente con preventivo di spesa. Nel successivo mese di giugno la compe-tente direzione generale conferiva all’esterno l’incarico di supporto alla progettazione per gli impianti idro-termo-sanitari, collabora-zione che ha supplito alla mancanza dei programmi di calcolo e testi più volte ri-chiesti alla direzione generale per i servizi informatici che solo alla fine del mese di luglio 2017 faceva pervenire la strumenta-zione necessaria per la predisposizione delle altri parti del progetto, quali il capitolato, il piano per la sicurezza ed il coordinamento ed il piano di manutenzione dell’opera. Tale ritardo, come asserito dalla direzione gene-rale del personale e risorse, non ha consen-tito di rispettare il termine di affidamento dei lavori all’impresa che risulterà aggiudi-cataria della gara. Allo stato, la progettazione degli inter-venti di recupero della struttura è in fase di chiusura e si sta procedendo con la predi-sposizione degli elaborati da trasmettere al C.T.A. ed ai vigili del fuoco territorialmente competenti. Considerati i tempi necessari per gli adem-pimenti propedeutici alla gara e la fase pre-vista per la procedura comparativa, si può ragionevolmente ritenere che i lavori nei reparti detentivi possano essere conclusi en-tro la fine del 2019. Da ultimo, per completezza si rappre-senta che, al fine di ottimizzare l’impiego del personale della casa di reclusione di Alba, attesa la sola parziale riapertura della me-desima, il provveditore regionale ha concor-dato, in via sperimentale, sentite le organiz-zazioni sindacali, la costituzione di un gruppo di operatori chiamato a intervenire a sup porto delle attività di traduzione e pianto-namento svolte nel territorio cuneese. L’impiego del personale albese a supporto delle attività dei nuclei del sud Piemonte, riducendo il costante ricorso al personale dei reparti degli istituti di Cuneo, Fossano e Saluzzo, contribuisce a migliorare le condi-zioni di lavoro di tali realtà penitenziarie ed i servizi complessivamente erogati.

Il Ministro della giustizia: Al-fonso Bonafede.

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Posted by on 2 dicembre 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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