Nuovo carcere, misure anti-terrorismo e sezione femminile , incontro……

Udine: nuovo carcere, misure anti-terrorismo e sezione femminile 

Si spera che entro l’inizio del 2019 si raggiunga una ragionevole risoluzione della contesa per la costruzione del nuovo penitenziario. Altrimenti, inizierebbe un conto alla rovescia in negativo considerato che nel frattempo continuerebbe a salire il numero di detenuti in Italia”. Parole, queste, del provveditore del Triveneto del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, Enrico Sbriglia, tra gli ospiti del convegno internazionale Prevention, repression and rehabilitation: a judicial prespective organizzato dal ministero della Giustizia assieme al Provveditorato e alla fondazione Agenfor International.

A margine dell’iniziativa, parlando con i giornalisti, Sbriglia ha auspicato che si giunga a una soluzione riferendosi alla svolta giudiziaria impressa dal Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso presentato dall’Impresa Pizzarotti di Parma, giunta seconda per la costruzione del penitenziario da trecento posti, escludendo il raggruppamento capeggiato da Coveco (in seguito Kostruttiva).

I lavori non sono ancora stati consegnati alla Coveco, che dovrà passare la mano alla Pizzarotti. Sbriglia chiarisce “che tale argomento, di aspetto contrattualistico è di competenza del ministero, ma si spera che arrivi a una risoluzione entro pochi mesi”.

Poi si è soffermato sul carcere Del Castello di Pordenone “che non è più tollerabile” sia come sovraffollamento che come vetustà della struttura, neppure per il personale di polizia penitenziaria e amministrativo che vi lavora. Come si diceva ieri San Vito ha ospitato l’importante convegno – e qualche problema di traffico si è registrato come effetto delle misure di sicurezza – che ha visto tra i vari ospiti anche l’assessore regionale alla Sicurezza, Pierpaolo Roberti, il quale ha annunciato “che la Regione sta mettendo a punto una legge per contrastare i fenomeni di radicalizzazione in Friuli, inclusi quelli a matrice jihadista.

Per questo motivo, nella legge di stabilità sono già state inserire delle specifiche poste con le quali dare avvio a progetti concreti”. Roberti ha quindi chiesto pubblicamente una sorta di collaborazione con il Provveditorato dell’amministrazione penitenziaria del Triveneto, con cui avviare un dialogo per migliorare e rendere più efficiente la norma.

Dal canto suo, Sbriglia ha proposto di creare nel Nordest un’agenzia europea che si occupi di temi legati alla criminalità e ai penitenziari. Infine, il sindaco Antonio Di Bisceglie, ha rinnovato l’invito a prendere in considerazione la possibilità “di ospitare a San Vito una sezione del carcere femminile con annesso Icam (Istituto che accolga le detenute madri con i figli), attualmente non presente in regione, mettendo a disposizione un antico podere immerso nel verde”.(Il Gazzettino)

 

 

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Posted by on 17 novembre 2018. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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