Lotta al terrorismo e al crimine organizzato in carcere: l’Unione Europea supporta sperimentazione tecnologica e innovativi modelli di controllo per la Polizia Penitenziaria

 

Agenpress – Nell’ambito dei diversi progetti europei curati dal 2015 dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto con il supporto del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, si sta progressivamente profilando un programma sperimentale di contrasto al radicalismo violento religioso, al terrorismo ed alle interrelazioni con il crimine organizzato. Il progetto, supportato da fondi della Commissione Europea, è finalizzato a rafforzare le capacità operative della Polizia Penitenziaria (nella sua duplice funzione di polizia amministrativa nell’esecuzione penale e di polizia giudiziaria) attraverso l’adozione di nuovi strumenti di analisi, prevenzione e contrasto della criminalità in ambito penitenziario, con la concreta possibilità di potenziarne la portata operativa in tema di maggiore e qualificata collaborazione con le Procure e le altre Forze di Polizia.L’evoluzione delle nuove minacce transnazionali impone, infatti, risposte all’altezza del compito, sia alle Forze di Polizia, sia agli esperti e professionisti del Ministero della Giustizia, nonché a tutti gli stakeholders della filiera, dagli operatori del sociale ai criminologi e tecnici forensi. La sfida coinvolge la natura internazionale di fenomeni come la radicalizzazione, i suoi rapporti possibili con il crimine organizzato, il terrorismo in genere e, soprattutto, il cosiddetto ‘Nexus’, ovvero il potenziale intreccio fra loro, già più volte evidenziato da Europol and Interpol nei loro recenti rapporti.Il prossimo 16 novembre 2018, presso il Teatro Giangiacomo Arrigoni di San Vito al Tagliamento, il convegno internazionale “Prevention, repression and rehabilitaion: a judicial perspective” approfondirà le sfide giudiziarie dei nuovi fenomeni di terrorismo internazionale, con ospiti provenienti da tutti gli Stati UE, magistrati antiterrorismo, avvocati ed esperti del settore. Particolare enfasi è posta sul fenomeno dei foreign fighters e delle loro famiglie in relazione ai cosiddetti “figli di mafia”, con innovative proposte italiane di strumenti unici, raffinati dall’antimafia, per un loro trasferimento sul piano internazionale. All’evento prenderanno parte esperti OSCE, RAN (UE) e delle Nazioni Unite, oltre a rappresentati di alcuni Ministeri della Giustizia europei ed esperti di tutti gli stati membri. Nell’ambito dell’evento, alle ore 13.30, presso la Residenza Municipale di San Vito al Tagliamento, si terrà una Conferenza Stampa durante la quale verrà presentato l’EXPERIMENTAL LAB OF PENITENTIARY FORENSICS (ELPeF). Il progetto, pur avendo necessariamente base presso il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per il Triveneto, potrà dispiegare significativi effetti su tutto il territorio nazionale, sotto il vigile controllo del Nucleo Investigativo Centrale e del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. In particolare, verranno presentati i nuoviequipaggiamenti sperimentali d’intercettazione, la nuova drone e mobile forensics, quale parte di un sostanziale processo di rafforzamento nelle pratiche di contrasto al crimine transnazionale, puntando su quello che potrà essere un effettivo progressivo ammodernamento delle metodologie di controllo e di sicurezza dei luoghi e aree detentive e sulle persone detenute.(Agen Press)

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Posted by on 15 novembre 2018. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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