L’ex carcere diventerà Istituto penale minorile con una sezione per semiliberi

Rovigo: l’ex carcere diventerà Istituto penale minorile con una sezione per semiliberi

Lo diventerà se il progetto sarà adeguato ad una serie di prescrizioni e se la Soprintendenza darà l’ok. Diventerà… ma intanto da oltre due anni il vecchio carcere di Rovigo, quello che sorge tra via Mazzini e via Verdi, è un complesso vuoto di spazi, celle e cemento. Una struttura dismessa da quando, alla fine del febbraio 2016, fu inaugurato il nuovo penitenziario di via Bachelet.

Da quel giorno per il futuro della vecchia struttura carceraria sono state avanzate varie ipotesi di riutilizzo, da quella di un grande parcheggio in pieno centro alla realizzazione di una cittadella della giustizia, per ampliare gli spazi del vicino tribunale. L’idea che sta prendendo quota, però, è quella di un carcere minorile, un istituto penale per minorenni. In pratica la destinazione rimane quella di istituto di pena, anche se con la specificità di detenuti minorenni. Ora però spunta pure la possibilità di una sezione per la semilibertà. Per questo tipo di riqualificazione, però, servirà tempo e denaro.

Intanto qualche settimana fa il dipartimento per la giustizia minorile del ministero della giustizia ha approvato l’impostazione generale della riorganizzazione funzionale dell’ex casa circondariale di Rovigo.

Gli interventi da realizzare, però, saranno numerosi, dato che fino a poche settimane prima della dismissione la struttura di via Verdi era definita precaria, vergognosa e non più tollerabile. Caratterizzata da ambienti piccoli, insufficienti e non in grado di garantire piena sicurezza a chi ci doveva vivere o lavorare. Ora, poi, dopo oltre due anni di abbandono, muri, e ambienti appaiono ancor più lasciati a loro stessi, tra incuria e abbandono.

Serviranno, dunque, molte risorse per trasformare il fatiscente ex carcere di Rovigo in istituto di pena per minori. Per arrivare all’obiettivo, infatti, il dipartimento per la giustizia minorile ha sollevato una serie di osservazioni, spunti che dovranno essere tenuti in considerazione in un progetto di riqualificazione. Ad esempio dovranno essere ampliati alcuni vani finestra e poi vari interventi di ampliamento e ammodernamento dei locali, che dovranno poi essere approvati dalla Soprintendenza ai beni architettonici di Verona.

Evidenziata, inoltre una carenza di locali a supporto del complesso detentivo. Sollevata l’esigenza di realizzare un piano interrato a questi scopi, oltre alla realizzazione di aule e laboratori. L’area destinata alla sezione di semilibertà degli adulti dovrà essere ben distinta da quella per detenuti minori, per evitare interferenze, e con una rete antigetto. Revisione di locali e ambienti anche per l’area amministrativa, rivedendo anche i locali addetti ai colloqui.

Per risolvere il problema della caserma per agenti si consiglia di utilizzare quelli annessi al nuovo carcere di via Bachelet. servirà anche una rivisitazione si spazi e ambienti dei settori cucina, mensa, infermeria. Previste che le sezioni detentive siano due su due piani, ciascuna con capienza massima di 22 posto. Da riorganizzare anche servizi igienici e aree all’aperto. Specificato, poi, che sarà necessaria una revisione del progetto per consentire di accogliere all’interno il Cpa (Centro di prima accoglienza), da mantenere distaccato rispetto alle aree detentive. Insomma tante prescrizioni e osservazioni, su cui alla fine dovrà dire l’ultima parola la Soprintendenza di Verona. Il cammino, insomma, non è per niente in discesa. (polesine24.it)

 

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Posted by on 3 novembre 2018. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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