Carcere da ristrutturare”. Il direttore lancia l’allarme

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Padova: “carcere Due Palazzi da ristrutturare”. Il direttore lancia l’allarme

Mazzeo lo dirige da 6 mesi: “Servono interventi su solai, spazi comuni e bagni Ho fatto presente alla Regione anche la carenza di corsi per i detenuti”. La Casa di reclusione di Padova avrebbe bisogno di una serie di lavori di ristrutturazione. A esporre la necessità il suo direttore, Claudio Mazzeo, arrivato a dirigere il Due Palazzi circa sei mesi fa.

“Bisognerebbe intervenire negli spazi comuni, nel sistema di areazione delle docce e in altri locali che hanno bisogno di essere ristrutturati. Poi bisognerebbe reimpermeabilizzare i solai”. In particolare ad aver bisogno di una rinfrescata è la parte detentiva. “Gli ambienti dove lavorano associazioni e cooperative sono a posto, quella che è un po’ degradata e da ristrutturare è la parte detentiva. Ad esempio le camere detentive dovrebbero avere ognuna una doccia invece ci sono docce comuni nella sezione”.

Il direttore da quando è arrivato spiega di aver già fatto presente più volte la problematica: “Stiamo aspettando di vedere se finalmente si muove qualcosa”. Più che il sovraffollamento (598 i detenuti), migliorato negli ultimi anni grazie alla sentenza Torreggiani, è questo il problema. Un’altra difficoltà, che il direttore del carcere ha già fatto presente alla Regione, è la carenza di corsi di formazione per i carcerati.

“La Regione mi ha garantito il massimo impegno”, ha sottolineato Mazzeo, che ieri mattina era presente all’Hotel Sheraton in occasione della presentazione del progetto europeo Sat Law: Strategic Assessment for Law and Police Cooperation.

“È un progetto finalizzato a favorire l’armonizzazione dei sistemi di giustizia a livello europeo”, ha spiegato Enrico Sbriglia, provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria del triveneto. “In Europa infatti ci sono impostazioni diverse, sia nell’approccio investigativo che giudiziario. E questo permette che si aprano dei varchi che consentono a chi è più astuto di fuggire alle maglie della giustizia”.

Per questo motivo si cerca di trovare nuovi protocolli che sanciscano un coordinamento generale tra i vari paesi. “Ci sono molti casi di atti terroristici, per esempio, compiuti da persone già note ai sistemi di giustizia di un altro paese. Con un coordinamento tra paesi questo problema non esisterebbe”.

Al convegno ieri mattina a parlare di queste tematiche è intervenuta anche la senatrice Angela Pirulli, primo direttore penitenziario che varca come parlamentare le porte di Palazzo Madama e che è perfetta conoscitrice di problematiche di sicurezza e giustizia in ambito europeo. (mattinopadova.it)