Carcere chiuso dal 2015 , domani si decide

Sala Consilina (Sa): carcere chiuso, domani si decide

A Roma l’incontro presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. “Lega e M5S mantengano fede agli impegni presi e facciano in modo che sia riaperta la casa circondariale di Sala Consilina”. L’appello alle due forze politiche del Governo arriva dall’avvocato Antonello Rivellese, presidente dell’associazione forense “Igino Cappelli” alla luce anche di una indiscrezione della quale è venuto a conoscenza in questi giorni.

“Una persona vicina agli ambienti del Ministero della Giustizia – ha spiegato l’avvocato Rivellese – mi ha fatto sapere che il dicastero di via Arenula ha chiesto al Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria un parere in merito alla possibile riapertura del carcere e questo parere è stato negativo.

Ciò lascia presagire a questo punto che senza un intervento della politica arriverà un nuovo decreto di soppressione della casa circondariale così come accaduto nel 2015”. Domani intanto è previsto a Roma il secondo incontro nell’ambito della conferenza dei servizi in corso di svolgimento presso il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria con la partecipazione dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro e del Comune di Sala Consilina.

Questa potrebbe essere l’ultimo incontro dopodiché si deciderà se far riaprire i cancelli del carcere di via Gioberti oppure confermare la chiusura, disposta nel 2015 con un Decreto Ministeriale, poi annullato dal Consiglio di Stato per un vizio procedurale. La prima seduta della conferenza si era tenuta a giugno, in quella circostanza si era trattato di un incontro interlocutorio e domani invece si discuterà sulle motivazioni che sono alla base della richiesta di lasciare in vita il carcere fatta dall’Ordine degli Avvocati di Lagonegro e del Comune di Sala Consilina. Da 3 anni, con la casa circondariale chiusa, il Tribunale di Lagonegro si ritrova ad essere forse l’unico in Italia sprovvisto di un carcere nel proprio circondario.

Questione questa che è stata sollevata anche dall’ex presidente del Tribunale di Lagonegro, Claudio Matteo Zarrella, da qualche mese in pensione che, in una lunga lettera inviata al Ministero della Giustizia aveva definito “una contraddizione in termini” avere un circondario di Tribunale senza una casa circondariale. Zarrella aveva anche sottolineato che con la chiusura del carcere salese veniva violato il principio delle territorialità dell’esecuzione penale con un pregiudizio per le comunità locali, gli operatori di diritto, i detenuti e le loro famiglie.

Alla lettera di Zarrella il Ministero aveva risposto ipotizzando la riapertura, dopo lavori di ristrutturazione particolarmente onerosi, del carcere di Lagonegro o di Chiaromonte, chiusi da oltre 30 anni, senza fare però alcun riferimento a quello di Sala Consilina che invece necessita solo di piccoli interventi(La Città di Salerno)

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Posted by on 4 settembre 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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