Ancora tutto bloccato sull’appalto per i lavori del carcere

Il nuovo carcere si farà? “Sarà una struttura moderna quella di ??????

Alba (Cn): ancora tutto bloccato sull’appalto per i lavori del carcere

 

Il caso è approdato nell’ultimo Consiglio comunale. Il sindaco ha spiegato di essere in attesa di notizie. Il problema principale rimane lo spazio, mentre pare non ci siano novità sull’appalto per il ripristino dell’intera struttura. L’estate nel carcere albese “Giuseppe Montalto” non ha portato all’attesa assegnazione dei lavori di manutenzione per rendere nuovamente agibile l’edificio chiuso nel gennaio 2016 a causa di un’epidemia di legionella. E così i detenuti in località Toppino continuano a essere ospitati nell’ex ala dei collaboratori di giustizia, che comprende 24 camere pensate per un massimo di 35 persone, ma che da giugno 2017 ne accoglie un numero che oscilla tra 45 e 50.

La situazione carcere è approdata nuovamente anche nell’ultimo Consiglio comunale. All’interrogazione posta dal consigliere di maggioranza William Revello “per sapere se ci sono novità rispetto all’iter procedurale dei lavori di rifacimento degli impianti idrico, sanitari e termici della casa di reclusione”, il sindaco Maurizio Marello ha risposto: “Abbiamo scritto a fine giugno al direttore generale del personale e delle risorse del Dipartimento amministrazione penitenziaria Pietro Buffa, ma al momento non abbiamo avuto risposte. Chiediamo chiarimenti circa le risorse finanziarie e le tempistiche, comunicate spesso in modo discordante”.

Primo progetto – Facendo un passo indietro gli ultimi fatti concreti risalgono a dicembre 2017, quando la ditta Magicom Ingegneria di Roma ha realizzato un primo progetto, e a marzo 2018, con il ministero della Giustizia che ha pubblicato lo stanziamento di 4 milioni e 500 mila euro per i lavori. Per l’estate doveva essere pubblicato il bando per la gara di appalto, con l’obiettivo di assegnare il cantiere nell’autunno e arrivare a una possibile consegna a fine 2019. Ma ad oggi nulla è andato avanti ed è difficile pensare che la situazione si sblocchi a Ferragosto. In attesa, all’interno del “Montalto”, personale e volontari cercano di tenere in vita le attività e di fronteggiare le problematiche di sovraffollamento.

“C’è stato un picco di 49 detenuti nelle prime settimane di luglio, oggi scesi a 44, di cui i due terzi italiani, gli stranieri provenienti da Albania e Romania, Africa e America meridionale – spiega il garante comunale dei diritti delle persone recluse, Alessandro Prandi, che ha consegnato al Consiglio una relazione dettagliata sui primi sei mesi del 2018 -. L’affollamento è pari al 134%, ben oltre la media regionale (110%) e nazionale (116%). Nonostante gli spazi ristretti, in questi mesi si sono intensificate le attività, coinvolgendo anche alcune scuole, promuovendo tornei sportivi, spettacoli teatrali e iniziative benefiche all’interno delle mura”.

Periodo difficile – Prosegue Prandi: “Ma l’estate è un periodo difficile: le attività didattiche gestite dal Cpia sono sospese e al momento continuano l’attività di catechesi del cappellano don Luigi Alessandria, il laboratorio di Pet Therapy e un gruppo di lettura gestito dall’associazione Arcobaleno, oltre al progetto Vale la Pena per la gestione del vigneto. Molti parlamentari si sono interessati in questi due anni alla questione, ma oggi la mancanza dell’indizione della gara d’appalto ha avuto come conseguenza quella di far ripartire la ridda di voci e illazioni sul futuro dei lavori e sul destino dell’istituto”.(La Stampa)

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Posted by on 5 agosto 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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