Riforma delle carceri, il Governo punta a tagliare i tempi

Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede stringe sull’ordinamento penitenziario. Il decreto, che attua la delega contenuta nella legge 103 del 2017, è atteso già oggi al Consiglio dei ministri. Una riforma per mettere una legge, datata 1975, in linea con gli orientamenti della Consulta, della Cassazione e delle Corti europee, riducendo il ricorso al carcere, valorizzando la finalità rieducativa della pena e tagliando tempi e costi dei procedimenti.

Ma rivedere il sistema carcere non è la sola priorità del Guardasigilli, che indica tra gli obiettivi del suo ministero la lotta alla corruzione e rapidi interventi “chirurgici” sul processo civile da portare a termine entro fine settembre. Un’agenda che Alfonso Bonafede ha illustrato ai rappresentanti di 18 associazioni forensi ricevuti ieri a via Arenula. L’incontro interlocutorio ha dato modo alle varie “anime” dell’avvocatura di mettere sul tavolo richieste e perplessità.

Per il presidente dei penalisti Beniamino Migliucci servono più misure deflattive, meno carcere, e uno stop all’ipotesi di aumento delle pene, contenuta nel contratto di governo. Avvocati penalisti contrari anche all’idea di “dilatare” la prescrizione. “Abbiamo espresso al ministro la nostra contarietà all’ipotesi di allungare i tempi di prescrizione o bloccarla dopo il primo grado. Si rischierebbe di fermare gli “orologi” anche per sei o sette anni”. Netta anche la richiesta di evitare che i tempi delle indagini sforino i due anni previsti dal Codice. “Non si può pensare di paralizzare la vita di un imputato in un sistema in cui un processo per bancarotta può durare 18 anni e nove mesi”.

Sul tappeto anche le proposte e i dubbi dei civilisti, espressi dalla presidente Laura Iannotta. “Condividiamo con il governo la tesi degli interventi mirati sul processo civile – spiega Iannotta – ma siamo fermamente contrari all’idea di eliminare l’atto di citazione usando in tutti i casi il ricorso come atto introduttivo”. Interventi sul Codice di rito civile che dovrebbero essere ultimati entro fine settembre. “Il ministro dovrebbe inviarci una bozza – dice Laura Iannotta – noi abbiamo consegnato le nostre “indicazioni”, e siamo soddisfatti e fiduciosi che la collaborazione continui”.

Il presidente dell’Unione nazionale delle Camere degli avvocati tributaristi, Antonio Damascelli, ha messo sul tavolo del ministro il tema del contenzioso tributario che impegna la Cassazione, per il 50% dei ricorsi civili con un valore di 23 miliardi di euro per gli anni 2012-2016.

Tra le ragioni la scarsa qualità delle sentenze di merito: l’aspettativa continua di “condoni”. Per Damascelli, sarebbe opportuna anche l’istituzione di una sezione bis in Cassazione. Condivisa da tutti la richiesta di una rapida approvazione del nuovo decreto “specializzazioni”. Per il ministro Bonafede si è trattato di un incontro proficuo “Da quando sono entrato al ministero ho deciso di far seguito al metodo del Movimento 5 stelle di ascolto e condivisione. E così è stato con gli avvocati, come con gli assistenti (Il Sole 24 Ore)

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Posted by on 2 agosto 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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