Porre fine ai frequenti episodi di aggressioni ad agenti della polizia penitenziaria, adottando misure per consentire agli agenti di operare in sicurezza ed in condizioni dignitose…..

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Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede  ogi alla Camera dei Deputati interviene al question time, tra le interrogazioni , una riguardante il sovraffollamento e  considerare la necessita’ di porre fine ai frequenti episodi di aggressioni ad agenti della polizia penitenziaria, adottando misure per consentire agli agenti di operare in sicurezza ed in condizioni dignitose

 

 

 

l Guardasigilli risponde a quattro interrogazioni: la prima, sulle iniziative urgenti che si intendono assumere in relazione allo stato dell’edilizia giudiziaria (on. Lorenzin); la seconda, con riferimento al concorso per assistenti giudiziari ed in relazione al fabbisogno di personale amministrativo del comparto giustizia, vuole sapere se non si ritenga opportuno lo scorrimento integrale della graduatoria degli idonei (on. Conte e altri); la terza, sulle iniziative in merito alla sovraffollamento carcerario (on. Maschio) e, infine, la quarta, sulla disciplina della legittima difesa (on. Ermini e altri).

 

TESTI ALLEGATI ALL’ORDINE DEL GIORNO
della seduta n. 29 di Mercoledì 18 luglio 2018

MASCHIO, LOLLOBRIGIDA, VARCHI, ACQUAROLI, BELLUCCI, BUCALO, BUTTI, CARETTA, CIABURRO, CIRIELLI, CROSETTO, LUCA DE CARLO, DEIDDA, DELMASTRO DELLE VEDOVE, DONZELLI, FERRO, FIDANZA, FOTI, FRASSINETTI, GEMMATO, LUCASELLI, MELONI, MOLLICONE, MONTARULI, OSNATO, PRISCO, RAMPELLI, RIZZETTO, ROTELLI, SILVESTRONI, TRANCASSINI e ZUCCONI. —

Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:

alla data del 30 giugno 2018 la popolazione carceraria in Italia ammonta a 58.759 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di 50.632 unità, registrando ben 8.000 persone in eccesso;

alla stessa data i detenuti stranieri ammontano a 19.868 unità, pari al 33,8 per cento della popolazione carceraria totale, di cui 12.263 stanno scontando pena per condanna definitiva;

la soluzione per il sovraffollamento non è liberare i delinquenti attraverso facilitazioni nell’accesso alle misure alternative e depenalizzazioni e il nuovo Governo ha dichiarato di volersi discostare da questo approccio;

incentivare il rimpatrio dei detenuti stranieri per far scontare le pene nei Paesi di provenienza potrebbe ridurre consistentemente la popolazione carceraria, ben al di sotto della capacità regolamentare, e comportare, altresì, un risparmio di spesa stimato in oltre 124 euro al giorno a detenuto, che in un anno significa potenzialmente un risparmio compreso tra i 500 milioni e un miliardo di euro;

tali risparmi di spesa potrebbero essere destinati a costruire nuove carceri, a migliorare le condizioni di vita in quelle esistenti e a investire risorse umane e strumentali per un migliore funzionamento della giustizia;

è urgente destinare investimenti in favore delle carceri e per la costruzione di nuovi istituti;

occorre, altresì, verificare urgentemente lo stato di attuazione degli accordi bilaterali da concludere e l’applicazione di quelli già vigenti relativi al rimpatrio dei detenuti stranieri condannati, per far scontare loro il carcere nei Paesi d’origine;

va, infine, considerata la necessità di porre fine ai frequenti episodi di aggressioni ad agenti della polizia penitenziaria, adottando misure per consentire agli agenti di operare in sicurezza ed in condizioni dignitose –:

se intenda attuare l’annunciato cambio di rotta, applicando le misure sopra descritte, o se intenda continuare la linea ereditata dal Governo precedente attraverso l’approvazione di nuovi provvedimenti che appaiono agli interroganti «svuota carceri» mascherati.
(3-00090)

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA DELL’ON. MASCHIO ED ALTRI

L’atto di sindacato ispettivo in esame pone una serie di questioni che appare arduo affrontare in maniera approfondita ed esaustiva nei ristretti tempi imposti dal regolamento parlamentare. I deputati interroganti, infatti, trattano congiuntamente i temi del sovraffollamento degli istituti penitenziari, dei tassi di presenza negli istituti penitenziari di detenuti stranieri, delle attività internazionali volte a favorire il trasferimento all’estero dei detenuti stranieri, dell’accesso alle misure alternative alla detenzione, dell’edilizia penitenziaria nonché delle condizioni di sicurezza sul lavoro per il personale di polizia penitenziaria. Quelli della detenzione e dell’esecuzione penale in generale rappresentano settori di notevole importanza sul quale il Ministero, a partire da una costante interlocuzione con tutti i soggetti coinvolti, è impegnato nel superamento delle carenze strutturali del sistema penitenziario. Si tratta di procedere attraverso una pluralità di interventi incisivi sull’edilizia penitenziaria, sugli organici di polizia penitenziaria, sull’attuazione degli accordi per il trasferimento dei detenuti, tutti convergenti verso l’obiettivo di far convivere armoniosamente il principio della certezza della pena per ridurre in modo sensibile lo spazio di impunità per i colpevoli (specie in presenza di reati particolarmente odiosi) 2 con la funzione rieducativa della detenzione e con la dignità delle condizioni di vita all’interno del carcere, che costituiscono corollari insopprimibili delle finalità della pena contemplate dalla Costituzione. Sul piano internazionale, data la presenza di un numero pari a 19.860 detenuti stranieri su un totale di 58.745 al 17 luglio 2018, sarà costante l’impegno all’incremento ed all’accelerazione dell’entrata in vigore degli accordi bilaterali volti a consentire il trasferimento dei detenuti condannati stranieri nei Paesi di origine, anche senza il consenso del detenuto stesso. Darò, inoltre, indicazioni alle competenti articolazioni ministeriali di assumere iniziative affinché i trattati e gli accordi già in vigore – tra i quali particolare attenzione va riservata, dato il numero di detenuti presenti nei nostri istituti, a quelli conclusi con Albania e Romania – possano esplicare nel modo più ampio possibile la loro portata applicativa, sinora non ancora soddisfacente sul piano statistico. Sul fronte dell’edilizia penitenziaria occorrerà stimolare la collaborazione tra Ministeri competenti affinché sia potenziata la capienza complessiva del sistema carcerario in un’ottica di riduzione del sovraffollamento e, conseguentemente, di miglioramento delle condizioni di vita negli istituti. Le iniziative di edilizia penitenziaria, poi, dovranno essere coordinate con l’adeguamento dell’impiantistica di sicurezza, al fine di agevolare il mantenimento dell’ordinato svolgersi delle attività intramurarie e di garantire l’incolumità degli stessi detenuti e del personale. Da questo ultimo punto di vista, assolutamente prioritaria è stata e continuerà a essere l’attenzione mia personale e dell’amministrazione al miglioramento delle condizioni di lavoro della polizia penitenziaria che, nonostante le carenze di organico e le difficoltà quotidiane, continua ad assolvere con encomiabili professionalità e impegno ai propri compiti.

La Risposta del Ministro

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