Agenti di Polizia penitenziaria costretti a sopportare un carico di lavoro quasi doppio rispetto ai parametri di normalità, presentata interrogazione al Ministro della Giustizia  

 

 

 

Marsilio . Al Ministro della giustizia – Premesso che:

 

in occasione di una recente visita presso il carcere di Castrogno, a Teramo, il firmatario del presente atto, accompagnato dalle delegazioni sindacali della Polizia penitenziaria e del personale dell’amministrazione, ha potuto constatare personalmente la drammatica situazione in cui versa l’istituto teramano; agenti della Polizia penitenziaria e personale amministrativo sono costretti a sopportare un carico di lavoro quasi doppio rispetto ai parametri di normalità: su una pianta organica di 220 unità ci sono solo 130 effettivi che devono garantire la sicurezza e il buon andamento della vita carceraria;

gli stessi lamentano di aver accumulato ben 16.000 giorni di ferie non godute e 45.000 ore di straordinario, con grave pregiudizio del loro benessere psicofisico;

la grave carenza di organico del carcere di Castrogno, segnalata anche in passato al provveditorato regionale, costringe a turni massacranti di 8 ore e straordinari che non consentono un giusto e dovuto recupero psicofisico;

venerdì 25 maggio 2018, proprio nel carcere teramano, l’assistente capo coordinatore di Polizia penitenziaria, Matteo Massimo Palladino, di 54 anni, è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio mentre era in servizio all’interno della casa circondariale; pur non volendo attribuire responsabilità e colpe, è impossibile non collegare eventi come questo al carico di lavoro imposto; la sovrappopolazione carceraria ha raggiunto soglie non più tollerabili e il sovrannumero di 150 unità costringe i detenuti ad alloggiare in due in celle progettate per essere singole,

si chiede di sapere: se il Ministro in indirizzo sia al corrente della grave condizione in cui versa il carcere di Castrogno; se i dati relativi alle carenze organiche e ai carichi di lavoro riportati corrispondano a quelli di cui dispone il Ministero;

quali iniziative urgenti intenda adottare per garantire, da un lato, maggiore sicurezza e condizioni dignitose di lavoro per il personale penitenziario e, dall’altro, un trattamento civilmente accettabile per i detenuti del carcere teramano;

se non intenda attuare, più in generale, una profonda e urgente riflessione sull’intero sistema penitenziario italiano.

(4-00183)

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Posted by on 9 giugno 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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