Gli agenti della Polizia penitenziaria “sconfessano” i chiarimenti dell’Usl ……

Belluno: detenuti malati psichici, gli agenti “sconfessano” i chiarimenti dell’Usl

Non va affatto tutto bene nella sezione Articolazione per la Tutela della Salute Mentale del carcere di Badenich. I sindacati tornano a denunciare lo stato dei detenuti e, ora, affondano il colpo. Circa tre settimane fa, in occasione della Festa della polizia, le sigle avevano boicottato la cerimonia come forma di protesta per le condizioni in cui sono costretti a lavorare gli agenti penitenziari. A quella prima denuncia era seguita una risposta da parte della direzione dell’Usl 1 Dolomiti, in cui si assicurava come tutto fosse a posto e come la vita scorresse regolare tra le celle e i corridoi della sezione.

Oggi i sindacati tornano sulla questione e tolgono ogni freno. L’assistenza sanitaria non è affatto regolare come sostiene l’Usl, dicono, e la condizione degli psichiatrici nella casa circondariale cittadina non sembra affatto sotto controllo. Gli esempi portati sono più d’uno. Le prime avvisaglie risalgono al 2016, messe nero su bianco nel rapporto del garante nazionale dei diritti delle persone detenute, in seguito ad un sopralluogo a Baldenich.

“Tra le varie anomalie strutturali denunciate in quell’occasione – spiegano Cisl Fns, Cgil Fp, Uspp, Sappe, Osapp e Fsa Cnpp – il rapporto metteva in evidenza come oltre alla terapia farmacologica non ci fosse nessun accenno alla necessità che la Usl elaborasse per ogni paziente un piano di presa in carico e percorsi terapeutici personalizzati. Allo stato attuale nulla è cambiato”. Insomma, il quadro fornito alle sigle dalla polizia penitenziaria è molto diverso da quello tratteggiato dall’azienda sanitaria. Pare addirittura che non sempre i detenuti assumano la terapia e che siano gli agenti a doversene occupare.

“Nemmeno l’affermazione sugli accessi garantiti corrisponde al vero – proseguono i sindacati, sempre più con il dito puntato verso l’azienda sanitaria -. Il registro delle ultime tre settimane rivela una fortissima discrepanza rispetto a quanto affermato; uno specialista, per esempio, ha effettuato 30 minuti complessivi di accesso a fronte delle 24 ore che avrebbe dovuto garantire”.

L’organizzazione e la gestione non funzionano, ma nemmeno gli spazi di detenzione sono a norma, d’altra parte. L’Usl stessa, prima dell’apertura della sezione, aveva segnalato alla Regione degli accorgimenti ma poi tutte le intenzioni sono state disattese.

“Si parlava della rimozione della porta che separa la camera dal bagno, con smussamento degli angoli – spiegano, della rimozione di tutti gli oggetti contundenti, dell’adattamento di una camera a camera di decompressione per gli acuti, con pareti protette da materiale isolante, vetri antisfondamento e un letto di gomma; anche di una infermeria all’interno della sezione, di una sala per l’attività ricreative e relazionali e della presenza di un operatore durante le ore diurne per il monitoraggio del comportamento e delle condizioni psichiche. Tutti accorgimenti disattesi”.(Il Gazzettino )

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Posted by on 3 giugno 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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