Polizia penitenziaria scopre droga e telefonini in cella, l’attivita’ svolta …………..

Carcere di Modena, la polizia scopre droga e telefonini in cella

Festa per il 201° della Penitenziaria: dai problemi di radicalizzazione islamica ai ritrovamenti di hascisc. Ecco un anno di attività e di controlli per la sicurezza

MODENA, Non conquistano quasi mai gli onori delle cronache se non in situazioni in cui loro, fra l’altro non sono nemmeno protagonisti diretti, vale a dire rivolte, tumulti e altri episodi eclatanti, non dividono i palcoscenici dell’azione, della grande retata o degli arresti che fanno scalpore come è facile che accada per i loro colleghi.

Eppure basta scorrere velocemente la lista dei loro risultati, degli obiettivi raggiunti e delle operazioni effettuate nell’arco di un anno che si capisce subito che si tratta di un team “sul fronte”, che opera in modo specializzato, con finalità e obiettivi propri ma pur sempre con il grande obiettivo della sicurezza di tutti i cittadini. Si tratta della polizia penitenziaria, quelle divise nascoste ma dai compiti fondamentali (basti pensare ai fenomeni di radicalizzazione islamica, i traffici di droga, le ramificazioni della delinquenza comune) e che ieri, presso il teatro del tempio in viale Caduti in Guerra hanno celebrato con le autorità il 201° anniversario della fondazione.

Dunque, ecco subito i numeri. Intanto ecco chi scende in campo ogni giorno: 21 donne e 183 uomini che devono gestire un totale di 481 detenuti (di cui 26 le donne). La percentuale di stranieri è pari al 68%. Nel corso dell’anno, tra nuovi arrivi e trasferimenti, i poliziotti hanno vigilato su 1421 detenuti, di cui 444 finiscono in carcere dalla libertà e provvedono a dimettere ben 661 soggetti.

Lo scorso anno sono state 496 le attività di polizia giudiziaria di vario tipo, di cui 132 su delega, ben 80 le informative di reato per reati contro la pubblica amministrazione e 4 a seguito di reati relativi a sostanze stupefacenti.

Sono stati effettuati 457 prelievi biologici che vanno ad alimentare la banca dati nazionale del Dna, sono state inviate 116 pratiche di espulsione alla magistratura di sorveglianza ed espulsi 20 detenuti. Sempre l’anno scorso gli agenti della penitenziaria hanno provveduto a 870 perquisizioni ordinarie e 6 straordinarie, che hanno portato al ritrovamento di due telefoni cellulari nascosti con maestria all’interno di due camere di pernottamento nonché, in quattro casi, di sostanze stupefacenti. In una perquisizione sono addirittura stati rinvenuti più di 20 grammi di hascisc ad un familiare al reparto colloqui.

Poi ci sono le operazioni quotidiane, gli impegni di routine, vale a dire 1551 traduzioni con una movimentazione di 2006 detenuti ed internati portati in aule di giustizia, in altre sedi penitenziarie ed in strutture sanitarie pubbliche con l’impiego di 5289 unità di polizia penitenziaria, sono stati sorvegliati 58 detenuti ed internati p per un totale di 183 giorni di piantonamento impegnando ben 735 unità di personale. Non solo, gli agenti hanno eseguito 28 notifiche delle varie autorità giudiziarie a detenuti sottoposti agli arresti domiciliari. e infine i colloqui: i poliziotti hanno vigilato in modo rigoroso ma discreto sull’effettuazione di 8371 colloqui visivi che si svolgono su sei giorni la settimana, domeniche comprese e che si protraggono anche nelle fasce pomeridiane, oltre a 8083 contatti telefonici dei ristretti con i loro familiari.(Gazzetta di Modena)

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Posted by on 26 maggio 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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