Droga in carcere, tre condanne

I detenuti, che lavoravano nelle cucine, scoperti grazie alla trappola della polizia IVREA. Droga nel carcere di Ivrea, condannati tre detenuti. Ieri mattina i giudici hanno condannato per detenzione di sostanza stupefacente ai fini di spaccio C.I. 29 anni, di Torino, difeso dall’avvocato Sergio Almondo, F.K.I., 35 anni, di Avigliana, (avv. Bartolomeo Petitti e Mauro Molinengo), eA.G., 35 anni di Ivrea, (avv. Stefano Idem). I giudici hanno inflitto a I. 2 anni e tre mesi di pena, a G. 1 anno e sei mesi, e I. 2 anni e sei mesi. Per I. e I. le pene sono state superiori alle richieste che ha avanzato il pm Alessandro Gallo che aveva chiesto per i tre un anno e sei mesi.
Dalle testimonianze in dibattimento, è emerso che i tre all’epoca dei fatti, nel 2015, erano addetti al servizio cucina, essendo detenuti incaricati al lavoro. Gli agenti, durante una perquisizione, avevano trovato un cavo per batterie all’interno della cucina e l’ispezione si era quindi ampliata al corridoio sotterraneo in cui si spostano i detenuti che lavorano. Dietro ai tubi del riscaldamento, sotto al soffitto, era stato trovato un pacchetto con all’interno un telefono cellulare ed un quantitativo di sostanza stupefacente, nello specifico alcune pastiglie sbriciolate. Dopo aver proceduto con il sequestro, la polizia penitenziari aveva avuto il via libera della Procura per mettere alcune telecamere di videosorveglianza nel corridoio ed utilizzare un’esca per sorprendere i responsabili.
Il 16 novembre 2015 le telecamere avevano mostrato uno degli imputati salire su uno sgabello per recuperare l’involucro, al cui interno, in sostituzione della droga e del telefono, era stato inserito un telecomando. Il pacchetto, inoltre, era stato cosparso di inchiostro, in modo da individuare successivamente chi aveva cercato di prenderlo. L’uomo si era subito accorto che qualcosa non andava e si erandiretto verso la cucina.Negli stessi giorni un altro detenuto, pronto alla scarcerazione, aveva segnalato la mancanza del suo cellulare tra i suoi effetti personali: il telefono era quello che si trovava all’interno del pacco al momento della perquisizione.(La Sentinalla)

 

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Posted by on 29 aprile 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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