Polizia Penitenziaria Day alla Casa Circondariale

Medaglie di commiato consegnate stamane, alla Casa circondariale di Trapani, ad alcuni pensionati della Polizia Penitenziaria e del ruolo amministrativo che hanno prestato servizio nell’Istituto. Un’occasione importante non solo per ritrovarsi tra colleghi ma anche e soprattutto per riflettere sul ruolo del Carcere e su quello che, a vario titolo, vi è impegnato professionalmente nel delicato compito di favorire processi di presa di coscienza e di rieducazione per i detenuti.

“Il carcere – ha detto il direttore Renato Persico – è una rete di relazioni quotidiane e su quelle ciascuno di noi deve basarsi per fare il proprio lavoro. Il carcere non si regge sul timore, sulla violenza, sulla prevaricazione ma sulla capacità di sapere ascoltare, capire, convincere”.
“Il nostro ruolo come operatori della Polizia Penitenziaria – ha detto il comandante di reparto Giuseppe Romano – ha subito, negli anni, profonde modificazioni. Siamo sempre più chiamati a vincere la sfida della rieducazione, a consegnare alla società, che ce li affida, anche un po’ dimenticandosene, uomini migliori. A volte ci si riesce, altre no ma sono questi episodi, solo all’apparenza piccoli, a darci lo slancio e la convinzione necessari ad andare avanti, ogni giorno, anche in mezzo alle innegabili difficoltà”.
“Sappiate vedere la rinascita della bellezza dell’essere umano – ha detto il vescovo Fragnelli – proprio qui, in questo luogo che è chiamato a custodire e proteggere i germogli di cambiamento. Dovete fidarvi – ha proseguito rivolgendosi ai poliziotti penitenziari e al resto del personale – del vostro lavoro, nella consapevolezza che questo contribuisce alla trasformazione delle persone. Qui, spesso, è necessario ragionare su tempi lunghi ma ricordate che la rinascita, di cui siete testimoni nei detenuti, riguarda anche voi personalmente. La vostra esperienza di lavoro, un compito complesso, difficile, deve rafforzare in voi la consapevolezza che, in questo luogo, si sta accanto alle radici delle persone. Siete coinvolti – ha concluso – in un processo umano che va ben oltre le apparenze, che speso dominano il mondo di fuori. Aiutateci anche a crescere come Chiesa locale, a ricordarci di ‘lavare i piedi’ ai detenuti non solo il Giovedì Santo ma ogni giorno”.
Poi la consegna dei riconoscimenti, un momento commovente anche perchè alcuni di questi sono andati a persone nel frattempo scomparse e le medaglie sono state consegnate a mogli, figli e parenti. Tra i “premiati” anche un vecchio agente di custodia che prestò servizio al Castello della Colombaia che fu, fino al 1965, sede del carcere di Trapani.(Trapani Oggi)

 

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Posted by on 23 aprile 2018. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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