Impegno di spesa complessivo di 2.190.000 euro per la rete idrica del carcere, finanziato il progetto di costruzione

 

Santa Maria Capua Vetere (Ce): rete idrica da 2 milioni per il carcere .La Regione Campania ammette a finanziamento il progetto di costruzione di una condotta idrica a servizio della casa circondariale, “Generale Giuseppe Uccella”, di Santa Maria Capua Vetere e delle sue aule bunker, per un impegno di spesa complessivo di 2.190.000 euro.

Il provvedimento mette la parola fine alla questione assai controversa del carcere che, nel corso degli anni, è stato oggetto di forti contrasti in ambiti istituzionali, politici e sindacali, perché, la mancanza di una rete idrica con accesso all’acqua corrente, già dal 1996, anno di apertura della struttura, ha creato problemi di gravissima carenza di acqua, per 21 anni consecutivi, durante il periodo estivo.

Nel mese di agosto del 2016 fu sottoscritto un protocollo d’intesa tra gli organi regionali e il sindaco del comune della provincia casertana, Antonio Mirra, per la realizzazione della condotta idrica, decisamente necessaria, a causa della mancanza di una rete autonoma che soddisfacesse le reali necessità del carcere. Si parla di una “cittadella carceraria” che ha una capienza di 883 unità, nella quale il progetto di costruzione originario non ha tenuto conto dell’allacciamento dell’acqua, alla cui carenza, la direzione dell’istituto ha sopperito con l’utilizzo di pozzi artesiani, che ne consentono l’utilizzo razionato e intermittente.

Questo comporta la necessità di ricorrere a turnazioni per le docce dei detenuti e non esonera dalle sospensioni improvvise di acqua nel corso della giornata. Sulla questione, in varie fasi, oltre ai rappresentanti del Partito Democratico e dei 5Stelle, sono intervenute le organizzazioni sindacali, chiedendo l’intervento dei Ministeri della Giustizia, delle Infrastrutture e dell’amministrazione, per risolvere l’incresciosa questione, che ha, tra l’altro, un’urgenza di carattere igienico-sanitario, che non coinvolge solo i detenuti, ma anche la polizia penitenziaria, che vive per molte ore al giorno all’interno del carcere.

Si diceva che si parla di ima “cittadella carceraria”, con una sezione scolastica, due aule bunker, utilizzate per i maxi processi e per i collegamenti in video conferenza con altre strutture di detenzione, che attualmente ospita 940 detenuti, nono-stante abbia una capienza di 833 posti, suddivisi in otto reparti, che comprendono una sezione femminile, per detenute in regime di alta sicurezza, il reparto Nilo che ospita, tra l’altro, un’articolazione sanitaria per l’osservazione e l’accertamento delle infermità psichiche e per i tossicodipendenti, il reparto Danubio, riservato ai sex offenders e una sezione per l’isolamento.

La Casa circondariale, da dicembre 2017 è gestita dal direttore Elisabetta Palmieri, con cui collaborano 478 agenti di Polizia penitenziaria, 7 educatori, 15 medici, circa 30 infermieri e 41 impiegati amministrativi. Il decreto regionale rappresenta un primo importantissimo passo verso la risoluzione definitiva del problema di carenza d’acqua della struttura carceraria di Santa Maria Capua Vetere, che, in tempi ragionevolmente brevi, quelli della gara d’appalto e della realizzazione materiale dei lavori, dovrebbe poter usufruire di una con-dotta idrica totalmente autonoma. (Il Mattino)

 

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Posted by on 14 marzo 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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