La riforma delle carceri è in dirittura d’arrivo , le dichiarazioni del Ministro Orlando

Il ministro Orlando assicura: la riforma delle carceri è in dirittura d’arrivo.Oggi dovrebbero arrivare i pareri sui decreti delle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. Oggi le Commissioni giustizia di entrambi le Camere dovranno concludere l’iter per dare un parere definitivo sui decreti attuativi della riforma dell’ordinamento penitenziario.Ieri, nel frattempo, si sono riunite la Sesta e Nona Commissione del Consiglio superiore della magistratura per esprimere un parere sui decreti della riforma che sarà all’esame del plenum la prossima settimana. Durante il seminario è intervenuto anche il ministro della Giustizia Orlando spiegando che la riforma è in dirittura d’arrivo e nella legge di bilancio ci sono 60 milioni per l’attuazione della riforma dell’ordinamento penitenziario.”Quindici milioni sono per il potenziamento del lavoro penitenziario – ha spiegato il guardasigilli, 4 milioni per le attività di formazione scolastica dei detenuti, un milione per le convenzioni con gli esperti ex articolo 80 (criminologi clinici e psicologi, ndr), senza tenere conto delle risorse per l’ammodernamento e per le strutture penitenziario (oltre 250 mln) e per le assunzioni del personale di polizia penitenziaria”.Orlando ha anche aggiunto: “Il ministro non ha mancato di guardare anche al futuro: gli “aggiustamenti” che ci saranno alla riforma “non cedano a fenomeni di schizofrenia legislativa assai ricorrenti. Ogni arretramento assumerà una connotazione negativa”. Secondo il ministro l’attuazione dovrà essere “equilibrata, senza strappi”.Le risorse finanziarie – come già spiegato da Il Dubbio – quindi ci sono, ma i decreti come l’affettività e il lavoro penitenziario, non approvati preliminarmente dal Consiglio dei ministri per motivi finanziari, sono rimasti tuttora nel cassetto e difficilmente vedranno luce. Anche, perché ancora oggi, diversi obiezioni sono state sollevate proprio sul discorso riguardante il mancato onere finanziario della riforma.Osservazione espressa anche dal Consiglio superiore della magistratura. “La scarsezza di risorse – si legge nel parere, votato dalla Sesta e dalla Nona Commissione del Csm – rischia di trasformare alcune norme contenute nella riforma dell’ordinamento penitenziario in un elenco di buoni propositi, senza dar luogo a un reale miglioramento della vita carceraria e ad un più efficace perseguimento della funzione rieducativa della pena”.Complessivamente, però, è stata apprezzata la natura della riforma. Durante il seminario, infatti, la presidente della sesta commissione del Csm, Paola Balducci, ha espresso felicitazioni per lo spirito della riforma in via di approvazione. “L’impianto complessivo della riforma dell’ordinamento penitenziario – ha spiegato Balducci – è molto positivo anche per l’impronta culturale che punta alla dignità del detenuto e persegue concretamente il reinserimento nella società di chi ha sbagliato”. Poi, sempre la presidente della sesta commissione, aggiunge: “La particolare attenzione alla salute dei detenuti e il rilancio del ruolo del magistrato di sorveglianza sono finalmente in sintonia con il dettato costituzionale e attestano un passo avanti di grande civiltà del nostro sistema senza rinunciare alle esigenze di sicurezza”.L’esponente del Partito radicale Rita Bernardini, giunta al 16esimo giorno dello sciopero della fame, e con la partecipazione al Satyagraha di oltre settemila detenuti, critica il Csm: “Anziché porsi il problema del salto di qualità che deve fare la magistratura di sorveglianza per aderire ai compiti che la legge le affida, fa la lagna e, nell’ultima parte, dimostra di non aver nemmeno letto la normativa su cui la prossima settimana dovrà esprimere un parere”.La Bernardini si riferisce alla critica del Csm nei confronti di quella parte di decreto dove si modifica l’articolo 4 bis dell’ordinamento penitenziario. Oggi, quindi, salvo intoppi o rinvii, le commissioni giustizia della Camera e del Senato, dovrebbe licenziare i decreti delegati e inviarli sul tavolo del consiglio dei ministri. Salvo smentite, venerdì ci sarà l’ultima seduta prima delle elezioni politiche del 4 marzo. Dopo, sarà troppo tardi. (Il Dubbio)

 

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Posted by on 7 febbraio 2018. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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