Polizia penitenziaria “siamo stati noi a stanare le mele marce”

Padova: la Polizia penitenziaria “siamo stati noi a stanare le mele marce”Il determinante ruolo della Polizia penitenziaria: “Siamo in 260 e dovremmo essere 430”. “Siamo stati noi i primi a scovare ed eliminare le mele marce” e cioè gli agenti di polizia penitenziaria corrotti che facevano entrare cellulari e droga in carcere. A parlare sono Carlo Torres, commissario coordinatore ovvero comandante del reparto di polizia penitenziaria della casa di reclusione Due Palazzi, e Salvatore Parisi, commissario capo.

Come avete condotto l’indagine interna sul traffico di cellulari che coinvolgeva vostri colleghi “infedeli”?

“L’esito dell’inchiesta del 2014 è stato il frutto del coordinamento tra noi e la squadra mobile. Stanare la mela marcia è stata la cosa più difficile, perché sono persone che sanno come eludere sospetti. Siamo stati noi a fare i filmati per provare la corruzione di un agente. E il buon funzionamento dell’istituto sta in questo, nella capacità di rispondere “alla mela marcia””.

Adesso che aria tira al Due Palazzi?

“La situazione è decisamente migliorata. Agenti infedeli non ce ne sono più. Quanto ai cellulari, noi facciamo il possibile ma è un problema endemico nelle carceri. Non ci sono criticità particolari, non aggressioni al personale e non abbiamo avuto suicidi”.

La presenza del mondo esterno sotto forma di volontari aumenta il vostro lavoro sulla sicurezza. Come vi fate fronte?

“Il Due Palazzi è un carcere a vocazione trattamentale, qui il poliziotto penitenziario ha due anime: quella primaria della sicurezza e quella di garantire la partecipazione e lo svolgimento delle attività. Una sorta di doppio lavoro che la maggior parte degli agenti svolge facendosi in quattro e mettendoci quel di più che fa la differenza. Fosse anche un sorriso. Il lavoro relativo al “trattamento” dei detenuti vuol dire sapere chi sono quelli che partecipano a un’attività e andarli prendere in sezione, accompagnarli nell’aula e poi riportarli su, cancelli su cancelli da aprire e chiudere, controlli, perquisizioni come da regolamento. Vuol dire accompagnare i gruppi che entrano, scrivere i nomi, controllare le persone, farle entrare, richiudere, farle uscire, ricontrollare i nomi e via. L’iter è infinito e puntiglioso”.

Un bilancio?

“Siamo in 260 e dovremmo essere in 430. Sosteniamo una grande mole di attività con sacrificio”.(Il Mattino di Padova)

 

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Posted by on 29 gennaio 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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