C’è ancora una flebile speranza di poter riaprire il carcere di ……

 Sala Consilina (Sa): c’è ancora una flebile speranza di poter riaprire il carcere  .La sentenza del Consiglio di Stato chiede un nuovo procedimento amministrativo I giudici di Palazzo Spada: si ascoltino contestualmente Comune e classe forense. Una flebile speranza sulla carta, ma una forte illusione nella realtà. È questa la sensazione che si ha leggendo il testo della comunicazione fatta dal ministero della giustizia al Comune di Sala Consilina sulla vicenda della casa circondariale di via Gioberti a Sala Consilina, chiusa nel 2015 con un decreto del ministro della giustizia. Comunicazione che arriva dopo la sentenza del Consiglio di Stato che a novembre dello scorso anno aveva dato in parte ragione al ministero ritenendo legittimo il provvedimento ma stabilendo nello stesso tempo che la procedura adottata era viziata dal fatto che nella fase che ha preceduto la firma del decreto non erano stati coinvolti il Comune e l’Ordine degli avvocati di Lagonegro. Nella comunicazione del 28 dicembre, il direttore generale del dipartimento dell’amministrazione penitenziaria comunica di aver avviato un nuovo procedimento amministrativo per arrivare a un nuovo provvedimento, ma questa volta dopo aver coinvolto anche il Comune e la classe forense e contestualmente chiede ai due enti di far pervenire il loro parere. Nella lettera viene inoltre evidenziato che il provvedimento di chiusura è stato ritenuto legittimo dal Consiglio di Stato e che è stato annullato solo per vizio formale. Sembra chiaro che se la questione non sarà affrontata politicamente, è difficile che si arriverà a un passo indietro del dicastero di via Arenula e a tal proposito sembrerebbe che proprio a Sala Consilina si stia tentando di organizzare un incontro con la presenza dei parlamentari salernitani per cercare di salvare il carcere prima della firma di un nuovo decreto di soppressione. In primo grado il Tar aveva annullato il decreto del ministero ritenendo che lo stesso avesse violato il principio fondamentale della territorialità dell’esecuzione penale e inoltre che non era stata tenuta in considerazione la circostanza dell’unicità del carcere di Sala, anche nel circondario del Tribunale di Lagonegro. Per il Consiglio di Stato invece “la Casa circondariale – si legge nella sentenza – né soddisfa esigenze di sicurezza, né ha dimensioni tali da sistemarvi numero cospicuo di detenuti; la spesa per rimetterla in funzione sarebbe abnorme, e l’ordinario esercizio imporrebbe risorse e personale tali da renderne non solo antieconomico, ma addirittura nocivo per gli interessi generali il funzionamento”.(La Città di Salerno)

 

Shortlink:

Posted by on 11 gennaio 2018. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

You must be logged in to post a comment Login