Detenuto 48enne muore sul cellulare della Polizia penitenziaria

Salerno: detenuto 48enne muore sul cellulare della Polizia penitenziaria .Muore sul cellulare della Polizia penitenziaria mentre lo stanno accompagnando ad effettuare una perizia medica. È accaduto ieri mattina a Francesco Nisi, 48 anni, originario di Castelcivita e detenuto a Fuorni. L’uomo era in cella dallo scorso luglio quando, dopo l’arresto per estorsione nei confronti dei genitori, era evaso per quattro volte, a distanza di pochi giorni, dalla casa di cura La Quiete dove era ai domiciliari. Ieri mattina gli agenti della polizia penitenziaria lo stavano accompagnando a fare una perizia psichiatrica disposta dallo stesso giudice che, a luglio scorso, gli aveva dato i domiciliari al momento dell’arresto.Da tempo il suo legale di fiducia, l’avvocato Antonella Senatore, stava facendo pressioni con la direzione del carcere perché si attivasse la commissione Ubi che avrebbe dovuto stabilire il grado di capacità mentale del detenuto. Ma era stato deciso che lo stesso poteva seguire le terapie prevista anche da dietro le sbarre del carcere. A stabilire che Nisi aveva una situazione compatibile con il carcere era stato il medico interpellato dal direttore della casa circondariale. Questo, dietro istanza di interpello presentata dall’avvocato del detenuto, Antonella Senatore. L’atto di interpello dell’avvocato era volto a verificare la condizione di salute incompatibile con il regime inframurario. La relazione, mai ottenuta, sarebbe dovuta servire per sollecitare la riunione della commissione UVI, affinché relazionasse e servisse alla comunità che lo avrebbe dovuto prendere in cura.Ora la famiglia cerca chiarezza e risposte ad una morte inaspettata. Anche per capire se ci siano stati nei giorni precedenti situazioni che avrebbero dovuto comportare un approfondimento clinico delle sue condizioni di salute. Ieri pomeriggio l’esame esterno della salma, nella giornata di oggi il pm Carmela Polito dovrebbe decidere se rilasciare il corpo oppure incaricare un medico legale di eseguire l’autopsia. Sulla questione è intervenuto anche Samuele Ciambriello, garante regionale dei detenuti. “Nel rispetto dei limiti della mia azione e delle prerogative della magistratura – dice il garante regionale – intendo approfondire le dinamiche di queste due morti, quella di Salerno ieri e un’altra di Benevento per suicidio. È necessario e urgente rafforzare li servizi di salute mentale e potenziare il lavoro di equipe multidisciplinare. Dobbiamo lavorare tutti affinché le articolazioni psichiatriche non diventino dei mini-Opg”.(Il Mattino)

 

 

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Posted by on 16 dicembre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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