Due casi di tubercolosi tra i detenuti, allarme nella Casa Circondariale di……………………

 

 Reggio Calabria: due casi di tubercolosi tra i detenuti, allarme al Panzera. Due detenuti del Panzera ricoverati in ospedale per tubercolosi: è allarme epidemia nella Casa circondariale. Il carcere dovrebbe essere, innanzitutto, un luogo di detenzione per chi ha commesso, o si presume che abbia commesso, dei reati, ma anche un luogo dove chi ha sbagliato possa riflettere e magari redimersi dai propri errori.Almeno nella teoria. Perché nella pratica può succedere di ritrovarsi su un letto d’ospedale con una diagnosi “da medioevo”: tubercolosi. È quanto accaduto nelle scorse settimane nella casa circondariale Giuseppe Panzera di Reggio Calabria, dove due detenuti hanno contratto la pericolosa patologia polmonare, causata da un batterio che ora potrebbe rappresentare una fonte di pericolo per tutti gli altri ospiti della struttura attiva dal 1932.I due uomini in questione, evidentemente per la fiducia riposta in loro, svolgevano tra l’altro la mansione di spesini, ovvero distribuivano la spesa agli altri detenuti. I contatti con questi ultimi, dunque, erano regolari e all’ordine del giorno. Il rischio di una vera è proprio epidemia, aggravato dal sovraffollamento del carcere, è quindi concreto e preoccupa non poco, soprattutto gli stessi detenuti e le famiglie. Questi ultimi hanno chiesto infatti una bonifica della struttura e per questo motivo si sono rivolti ai propri legali, cercando di far valere quei diritti che, anche in una prigione, sono inalienabili e indispensabili per una società civile come la nostra. Anche perché il carcere in questione non è nuovo ad episodi simili. Lo scorso agosto, nel cuore del caldo estivo già di per sé ‘nemico’ della salubrità nei luoghi chiusi, un detenuto, mentre dormiva, era stato morso sul labbro da un topo. Il caso aveva sollevato un polverone accendendo i riflettori su una questione che tocca ormai numerose case circondariali italiane: il sovraffollamento e la detenzione in ambienti per niente salubri e forieri di malattie ed epidemie, che in un Paese sviluppato come l’Italia dovrebbero essere ormai morte e sepolte.L’allarme dunque, al Panzera e non solo, è alto e gli avvocati stanno facendo quanto in loro potere per vedere riconosciuti quanto meno i diritti minimi di vita per i propri clienti. I due detenuti ammalatisi di tubercolosi, intanto, sono stati trasferiti nell’apposito reparto dell’Ospedale Riuniti, dove lamentano comunque trattamenti al limite della decenza: cibo di scarsissima qualità e pulizia che è quasi un optional.”Il carcere in confronto sembra un grand hotel” trapela dall’ospedale. La speranza è che l’episodio, a parte risolversi nel migliore dei modi per i due ricoverati, possa finalmente porre l’attenzione sulla questione carceri e sulla necessità che i detenuti vengano trattati innanzitutto da esseri umani. Perché fare in modo che chi ha sbagliato possa riconoscere i propri errori è importante, ma non si può certo ottenere questo risultato abbandonando queste persone al proprio destino, lasciandole letteralmente marcire in condizioni da terzo mondo. La legge deve essere uguale per tutti, anche per chi è rinchiuso in un carcere, per motivi più o meno gravi. (strettoweb.com)

 

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Posted by on 4 dicembre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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