Nel futuro una sezione per i detenuti malati al 41bis nel carcere Don Bosco di Pisa.

 Pisa: carcere Don Bosco, nel futuro una sezione per i detenuti malati al 41bis .Il cantiere del padiglione “carcere duro” è fermo da sei anni, possibile la ripartenza con una nuova ditta Intanto ieri il sottosegretario Ferri ha preso parte all’inaugurazione di una sala polivalente: “Dignità ai reclusi”. La sua funzione non è mai stata svelata, né chiarita, ma in futuro potrebbe ospitare i detenuti malati sottoposti al 41bis (carcere duro). Il cantiere allestito quasi un decennio fa all’interno del carcere Don Bosco per la realizzazione di un nuovo padiglione da sedici posti (all’occorrenza raddoppiabili) attende, però, da sei anni il ritorno degli operai, che hanno abbandonato il sito dopo il fallimento della ditta (un’impresa di Venezia) che si era aggiudicata i lavori.

Da tempo, invece, si susseguono i sopralluoghi della commissione di collaudo per verificare gli interventi ultimati e al termine della procedura i lavori dovrebbero essere assegnati ad una nuova ditta. Non è escluso, invece, che gli operai facciano il loro ingresso nella struttura carceraria pisana per cercare di risanare le ferite strutturali inferte da anni di mancati interventi, a più riprese denunciate dalla direzione, dai sindacati e da varie forze politiche.

“Stiamo pensando e valutando alcuni interventi di edilizia penitenziaria, soprattutto dal punto di vista impiantistico, per cercare di modernizzare questa struttura, una delle più avanzate per i servizi e le opportunità offerte”, annuncia il sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, intervenuto ieri mattina all’inaugurazione di una sala ricreativa. Un ampio spazio per attività sportive, ludiche e culturali (dotata di attrezzature ginniche, un biliardino, televisore e un tavolo da ping-pong), che potrà essere utilizzata dai detenuti del reparto penale, la cui realizzazione è stata portata avanti con il sostegno e le donazioni del Cif (Centro Italiano Femminile) Regionale Toscana: un’ala del secondo piano chiusa da sei anni trasformata in un luogo per attività educative e ricreative.

“L’inaugurazione di questi locali rappresenta una testimonianza importante dell’impegno delle istituzioni e della società civile nell’attuare gli obiettivi previsti dalla riforma dell’ordinamento penitenziario che punta al reinserimento sociale dei detenuti e alla tutela della loro dignità” sottolinea Ferri anticipando anche alcuni temi al centro dei decreti attuativi per la riforma dell’ordinamento penitenziario che saranno approvati tra qualche settimana “con l’obiettivo – specifica – di assicurare la certezza della pena, ma umana e rieducativa”.

Affettività (“ci saranno passi in avanti nel rapporto tra il detenuto e i familiari”), lavoro e formazione all’interno delle strutture carcerarie e permessi. “Quest’ultimi rappresentano un istituto molto importante in chiave di rieducazione e un atto di fiducia che deve essere ripagato dal detenuto – prosegue Ferri. Le carceri italiane sono sicure: a fronte di oltre 50.000 permessi annui, si verificano solo 6-7 episodi di evasione o di non rientro e comunque tutti i detenuti responsabili di questi episodi vengono ripresi in breve tempo”.

Presenti alla cerimonia di inaugurazione anche il direttore del Don Bosco Fabio Prestopino (per il quale, entro l’anno, sarà probabilmente ufficializzato il trasferimento a Sollicciano), il comandante della polizia penitenziaria Vincenzo Pennetti, la presidente del Cif Maria Letizia Gaudenzi e un gruppo di una decina di detenuti che si è intrattenuto con il sottosegretario per discutere degli aspetti positivi e negativi della struttura pisana.

Nessuno ha fatto riferimento al fenomeno del sovraffollamento. “Attualmente sono presenti 270 detenuti – specifica Prestopino: una situazione molto migliore rispetto a qualche tempo fa quando la struttura ha ospitato anche oltre 400 persone. L’inaugurazione della sala polivalente è un passo in avanti molto importante, mentre per la ristrutturazione della struttura ci sono tante idee, ma occorrerà capire se ci sono i progetti e le risorse necessarie per far fronte ai problemi strutturali”.(Il Tirreno)

 

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Posted by on 5 novembre 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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