La riapertura della Casa di reclusione? Nel 2019… forse

Alba (Cn): la riapertura della Casa di reclusione? Nel 2019… forse .Ma sicuramente non il 2018: parola al garante Alessandro Prandi. A preoccupare Prandi sono le dichiarazioni del sottosegretario Federica Chiavaroli e la divulgazione del cronoprogramma dei lavori in seguito all’interrogazione parlamentare presentata da Mariano Rabino. “Quello che preoccupa per la riapertura dell’istituto Montalto è il mutare sistematico delle previsioni nel giro di pochi mesi quasi a sottendere la mancanza di una reale capacità o volontà di programmazione. Al di là della conferma della disponibilità delle risorse finanziarie necessarie, pari a 2milioni di euro, per eseguire i lavori di ristrutturazione dell’impianto, previste nell’assegnazione dei fondi per l’edilizia penitenziaria e confermate dalla Sottosegretario, non mi pare che le notizie delle ultime settimane siano particolarmente confortanti”, ha dichiarato Prandi.Ma facciamo un passo indietro. Nel luglio 2016 sempre il Sottosegretario Chiavaroli, riferendosi ai lavori previsti per il carcere albese, ebbe da dichiarare in Parlamento: “Secondo le previsioni formulate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, l’intero procedimento potrebbe vedere la conclusione con il completo recupero dell’istituto per la fine del 2017”. Dopo poco più di dodici mesi le previsioni formulate dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria si sono allungate di almeno un anno.Dal testo del cronoprogramma si apprende poi che le attività della gara di appalto, che dovrebbe avvenire 60 giorni dopo fine della fase di progettazione (che parrebbe doversi concludere a fine del corrente mese di ottobre) dureranno indicativamente 6 mesi oppure 2 se il progetto fosse considerato riservato: si sta tra marzo e giugno 2018. A luglio 2016 – sempre secondo quanto affermò la Sottosegretario Chiavaroli – in seguito alla redazione degli atti preliminari sarebbe seguita “la scelta del contraente e l’inizio dei lavori”.Prosegue amareggiato Prandi: “Analizzando attentamente la scansione dei tempi previsti dal cronoprogramma e mettendo in fila le date, ci vuole poco a rendersi conto che se per i lavori si prevedono 365 giorni naturali e consecutivi, la fine dei lavori è prevedibile per gli ultimi mesi del 2019, senza considerare interruzioni dovute ad esempio alle feste comandate, a cui seguiranno, entro i sei mesi successivi, il collaudo e la riconsegna. Viene citata l’eventualità di consegne frazionate che comunque comporterebbero un allungamento dei tempi complessivi. Francamente riesce difficile individuare la fine del 2018 come riapertura anche solo parziale degli attuali padiglioni fuori servizio”.Insindacabile resta l’interesse e l’impegno che, sia l’Amministrazione comunale, sia i rappresentanti albesi in parlamento, ha dimostrato sulla tematica dell’avanzamento dei lavori per la riapertura della casa di reclusione. Ma purtroppo non sono loro l’ago della bilancia. L’amministrazione della Giustizia e l’Esecuzione penale sono di completa competenza dello Stato con cui gli enti locali possono interloquire ma nei fatti non hanno possibilità di incidere nelle scelte. (targatocn.it)

 

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Posted by on 16 ottobre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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