Denuncio’ alla Polizia penitenziaria di essere stato picchiato e umiliato dai compagni di cella , due detenuti condannati  a tre anni e quattro mesi di reclusione

Biella, bullismo in carcere: giovane picchiato e umiliato dai compagni di cella.I due, uno dei quali sta scontando la pena per l’omicidio Vazzoler, sono stati condannati a tre anni e quattro mesi.Avevano picchiato e umiliato il loro compagno di cella. Per questo il giudice di Biella Paola Rava ha condannato a tre anni e quattro mesi di reclusione a due detenuti, R.M. e G.D., il primo in carcere per l’omicidio di Vanda Vazzoler avvenuto durante una rapina, il secondo in scadenza dei termini di custodia cautelare.  Entrambi sono stati ritenuti colpevoli in concorso dei reati di sequestro di persona e di lesioni gravi. La vittima era in carcere per scontare pochi mesi di residuo pena. Le violenze contestate risalgono all’aprile del 2016 quando i due, in carcere a Biella, avevano vessato con angherie e umiliazioni il compagno. Solo dopo una decina di giorni il detenuto ha trovato la forza e il coraggio di denunciare la situazione agli agenti di polizia penitenziaria. Oltre a obbligarlo a fargli pulire la cella, lavare i loro indumenti, prendersi cure delle loro persone, proibirgli di socializzare con gli altri detenuti e di uscire nei corridoi, i due compagni lo avevano privato di cibo, picchiato, bastonato causandogli lesioni guaribili in un mese.  In più circostanze gli avrebbero a forza spalancato la bocca per sputarci dentro. Il tutto per fargli «imparare la vita del carcere», come gli ripetevano.La vittima, approfittando della momentanea assenza dei due, ha infine chiesto aiuto agli agenti. Un atto di coraggio che psicologicamente gli è costato molto, dato che i suoi due aguzzini lo avevano più volte minacciato di fare del male alla moglie e alla madre che loro gli avevano dato prova di conoscere. Gli agenti di polizia penitenziaria immediatamente hanno verificato le condizioni di vita del detenuto, riscontrando sul suo corpo evidenti segni di percosse, e hanno segnalato la situazione alla Procura. Sulla vicenda hanno indagato i carabinieri del nucleo di polizia giudiziaria coordinati dal maresciallo Tindaro Gullo e dal pm Mariaserena Iozzo.(La Repubblica)

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Posted by on 26 settembre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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