La pianta organica regionale della polizia penitenziaria prevede circa 1800 unità, mentre sono solo 1100 quelli effettivi , grave carenza nella regione……

 Carceri sarde tra risse, suicidi e sovraffollamento. “Bomba a orologeria” Negli istituti penitenziari isolani regna il caos: aumentano i detenuti e diminuiscono i posti letto. Oltre a episodi frequenti di violenza. Parte dai banchi della Regione un appello al Parlamento.

“Governo e Parlamento adeguino gli organici e risolvano i problemi dei penitenziari sardi”. Il Gruppo PdS in Consiglio regionale, con Roberto Desini primo firmatario, ha presentato una mozione sottoscritta da tutte le forze di maggioranza, con cui si impegna il presidente Pigliaru e la Giunta regionale “a farsi parte attiva presso il Governo e il Parlamento nazionali affinché si facciano seriamente carico dei problemi del sistema penitenziario sardo e, sopperendo alle ormai croniche carenze di organico del personale della polizia penitenziaria e delle altre figure professionali prescritte dalle regole penitenziarie europee, garantiscano agli istituti presenti nel territorio regionale le risorse umane necessarie ad assicurare l’ordine e la sicurezza al loro interno e l’effettiva programmazione e realizzazione di idonee attività finalizzate al reinserimento sociale dei reclusi”.

Una richiesta che parte dalle due sentenze con cui la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha condannato l’Italia (sentenza Sulejmanovic del 2009 e sentenza Torreggiani del 2013) riconoscendo che la situazione del sovraffollamento carcerario rappresenta nel nostro Paese un problema sistematico e strutturale e ingiungendo, pertanto, allo Stato di introdurre idonei rimedi. “E la Sardegna è tristemente l’emblema dei problemi degli Istituti penitenziari italiani”.

Le carceri sarde a oggi ospitano complessivamente circa 2308 detenuti: “nell’ultimo anno le persone recluse nelle strutture detentive della Sardegna sono aumentate almeno di 221 unità mentre i posti letto risultano, per vari motivi, diminuiti. Negli istituti di Cagliari-Uta si contano circa 620 ristretti per 561 posti letto (tanto che nel carcere di Uta in quasi tutte le sezioni si è reso necessario collocare nelle celle una quarta branda), a Sassari-Bancali 504 ristretti per 454 posti letto, a Lanusei 42 ristretti per 33 posti letto, a Oristano-Massama 273 ristretti per 260 posti letto e a Tempio 171 ristretti per 167 posti letto. All’evidente problema della sovrappopolazione carceraria si aggiunge il fatto che negli istituti di Sassari e Nuoro sono presenti numerosi detenuti in regime di 41 bis e di alta sicurezza. In particolare, nel carcere di Bancali sono presenti ben novanta detenuti sottoposti al 41 bis e addirittura venticinque detenuti sottoposti al regime particolare di sorveglianza per i presunti legami con le organizzazioni terroristiche di matrice jihadista: ciò significa che a Bancali si trova oltre la metà dei detenuti nelle carceri italiane per delitti connessi al terrorismo internazionale, tra i più pericolosi, se si pensa che un detenuto rientra nei primi trenta superjihadisti della black list stilata dall’allora presidente dell’America, Barack Obama”.

Altre criticità: “La pianta organica della polizia penitenziaria in Sardegna prevede circa 1800 unità, mentre oggi la polizia penitenziaria conta soltanto 1100 unità ed è quindi fortemente sottodimensionata. Solo all’istituto di Bancali occorrerebbero almeno altri 150 agenti oltre a quelli attualmente in servizio: l’istituto, infatti, dovrebbe avere in servizio 415 poliziotti, ma al 15 dicembre 2016, secondo i dati del Provveditorato della Sardegna, figuravano soltanto 243 poliziotti e risultavano assenti per malattia 38 unità. Analoghe carenze si riscontrano, da tempo, nelle altre strutture, dato che nel carcere di Oristano sono presenti circa 140 poliziotti su 210 previsti, a Tempio Pausania circa 90 su 158, a Badu’e Carros la carenza di organico è approssimativamente del 35 per cento”. A Uta nel 2016 -secondo quanto riferito dall’Associazione Socialismo, diritti e riforme- si sono verificati ben 61 tentativi di suicidio, di cui due riusciti, 29 risse, 11 feriti e 133 episodi di autolesionismo e che negli ultimi mesi si assista a un’escalation di disordini e violenza all’interno dell’istituto; il 10 marzo 2017 un recluso ha tentato il suicidio per poi aggredire gli agenti intervenuti per salvarlo; nella stessa giornata, un detenuto ha ingoiato una lametta e tentato di aggredire un agente; pochi giorni dopo è stato aggredito un medico; a maggio un detenuto si è tolto la vita; alla fine di luglio si è verificato un altro tentativo di suicidio; il 18 agosto un recluso ha appiccato un incendio; il 19 agosto è esplosa una rissa tra detenuti, con allagamento di un’intera sezione; il 21 agosto è scoppiata una rivolta sfociata in barricate nel braccio “Cagliari” e uso di idranti per sedarla; ad aprile 2017 nel carcere di Badu ‘e Carros un detenuto appartenente alla criminalità organizzata ha aggredito un agente; nel carcere di Bancali tra maggio e giugno si sono verificati un suicidio e un tentato suicidio.(Sardegna Oggi)

 

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Posted by on 23 settembre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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