Alla polizia penitenziaria va tributato un riconoscimento di operare in situazioni difficili, di estremo sacrificio, le parole del Capo del DAP Santi Consolo al TG 1

Alla polizia penitenziaria va tributato un riconoscimento di operare in situazioni difficili, di estremo sacrificio, le parole del Capo del DAP Santi Consolo al TG 1 

Testo integrale dell’intervista rilasciata dal Capo del DAP Santi Consolo al TG 1 delle 20,00 – 8 settembre 2017, rilasciata alle ore 18.00, nell’ambito del servizio dedicato al rapporto del Comitato di prevenzione della tortura 2016.

Contrasto sovraffollamento

Le presenze detentive negli istituti sono tornate ad aumentare; era prevedibile perché alcuni benefici, quale la liberazione anticipata allargata, sono venuti meno nel 2015; i correttivi sono già stati predisposti, si sta lavorando con le commissioni che ha istituito il Ministro della Giustizia a valutare nuove forme di reinserimento sociale in sicurezza che potranno portare nuova deflazione delle presenza carcerarie.

Atti di violenza

Quanto al secondo problema, quello delle violenze, vorrei precisare che bisogna distinguere ciò che riguarda la polizia penitenziaria da tutto il resto. Per la polizia penitenziaria non mi pare che ci siano rilievi così forti, alla polizia penitenziaria va tributato un riconoscimento di operare in situazioni difficili, di estremo sacrificio, come ha dimostrato di saper fare in questa lunga torrida estate. Le faccio un esempio, il riferimento a Castiglione delle Stiviere non ci riguarda, quelle sono REMS che sono sottratte alla gestione dell’amministrazione penitenziaria.Non soltanto molte indagini sono state archiviate facendo giustizia di molte accuse ingiustamente protrattesi per molto tempo, pensiamo al caso Cucchi, ma non solo questo, bisogna dire anche che la polizia penitenziaria oggi sta collaborando e questo ci è di stimolo anche per le osservazioni che fa il comitato per la prevenzione della tortura. La polizia penitenziaria sta collaborando per implementare le attività trattamentali, e per parte mia e di tutta l’amministrazione penitenziaria e anche del Ministro, c’è un impegno a implementare la video sorveglianza, l’automazione dell’apertura delle porte e tutti quei sistemi di sicurezza che possono consentire di lavorare in tranquillità nel benessere sia di chi opera all’interno dell’istituto sia per le persone che ivi sono ristrette.

Sicurezza

Alla ripresa dell’attività ho fatto una riunione con tutti i dirigenti del mio dipartimento; tutte le nostre risorse sono state finalizzate ad aumentare la sicurezza perché non c’è trattamento, non c’è reinserimento sociale se non lo si fa in sicurezza per la tranquillità della nostra collettività, ma soprattutto per quanti lavorano all’interno dell’istituto. Penso al caso di Pisa, sono intervenuto personalmente, ho potuto constatare il valore di quanti lavorano in quella struttura. Una sommossa è rientrata senza che nessuno, né della nostra forza di polizia penitenziaria, né tra i detenuti abbia riportato lesioni. Sono intervenuto personalmente dialogando con i detenuti.

Misure alternative e detenute madri

Tra martedì e mercoledì mi incontrerò con i presidenti dei Tribunali di Sorveglianza, penso che bisogna implementare anche le misure alternative, molte forze di polizia penitenziaria sono state dedicate all’aiuto alla magistratura di sorveglianza e con la magistratura di sorveglianza voglio discutere affinché tutte le donne madri possano finalmente allocare con bambini nelle ICAM, abbiamo posti per tutte le donne madri. Dobbiamo collaborare con questa finalità.

 

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Posted by on 9 settembre 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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