La Casa Circondariale si amplia e “occupa” l’Ipm, che si trasferisce a Rovigo

Treviso: la Casa Circondariale si amplia e “occupa” l’Ipm, che si trasferisce a Rovigo.Chi da tempo chiede una riorganizzazione della Casa Circondariale di Treviso, ormai da decenni alle prese con problemi di spazio che rendono complessa la gestione dei detenuti, da ieri può sperare: il ministero delle Infrastrutture ha infatti stanziato cinque milioni di euro per i lavori di adeguamento della vecchia casa circondariale di Rovigo di via Verdi, operazione che permetterà lo spostamento del carcere minorile di Treviso nel capoluogo rodigino e potrebbe liberare nuovi spazi per ospitare detenuti adulti del penitenziario di Santa Bona.
“Se sarà confermata – commenta il direttore del carcere di Treviso Francesco Massimo – sarebbe una ottima notizia. È una soluzione che avevo prospettato e richiesto almeno 20 anni fa. Meglio tardi che mai”. Le conferme in realtà ci sono tutte. Il Dipartimento per la giustizia minorile ha infatti già comunicato l’intenzione di realizzare un nuovo istituto penale per minorenni nel vecchio carcere rodigino, come anticipato dal sottosegretario alla Giustizia Cosimo Maria Ferri, secondo cui “la struttura di via Verdi potrebbe ospitare un istituto per minori, nell’ottica della chiusura di quello di Treviso”.
“Attendo che la notizia sia ufficiale – ha detto Massimo – sarebbe un fatto importante che rappresenterebbe un momento di svolta per risolvere i problemi che da tempo assillano il carcere di Treviso. Liberare nuovi spazi significherebbe dare attuazione a un piano di riorganizzazione degli spazi che aumenterebbe le condizioni di sicurezza e anche la qualità del carcere, utilizzando spazi che contribuirebbero a risolvere il problema del sovraffollamento”.
Dal 2014 Treviso registra, con Vicenza, le punte di sovraffollamento più alte con un numero di detenuti che è superiore del doppio a quello per cui la struttura è stata pensata. I carcerati sono prevalentemente giovani e con un’ istruzione medio-bassa, con un numero di stranieri che è ben oltre la metà dell’intera popolazione carceraria. E questo anche alla luce del fatto che rispetto ai detenuti italiani gli stranieri usufruiscono meno delle misure alternative al carcere non avendo ad esempio un ambiente familiare idoneo, un alloggio e un lavoro adeguati. Circa il 68% di chi è in carcere è condannato in maniera definitiva. (Il Gazzettino)

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Posted by on 6 settembre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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