Scuola di Polizia penitenziaria: ecco come è stato sprecato oltre 1 milione di euro di soldi pubblici

Quello che doveva essere un avamposto di legalità nel quartiere Pistoia è l’ennesima prova di uno Stato assente e sprecone

C’ERA UNA VOLTA …NEL 2009….

Passi in avanti per la costituzione, in località “Pistoia”, del Polo della Legalità proposto dall’Amministrazione Penitenziaria della Calabria, struttura propedeutica all’istituzione nel Capoluogo dell’ISSPE (Istituto superiore di studi penitenziari). Il provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, dott. Paolino Quattrone, ha infatti inserito la ristrutturazione e l’adeguamento funzionale dell’immobile concesso dal Comune di Catanzaro al primo posto tra gli interventi “ritenuti indispensabili” nel programma triennale degli interventi inviato al Ministero della GiustiziaLa spesa prevista per l’adeguamento tecnico dell’immobile ammonta a 900mila euro. Per realizzare l’opera si prevedono 200 giorni lavorativi. Il sindaco Olivo – che sta seguendo personalmente la vicenda –  ha insistito sulla necessità di istituire il Presidio di legalità in una delle zone a rischio della città. “Ora – ha detto il primo cittadino – ci attendiamo risposte conseguenti dal Ministero della Giustizia” . E, a tal proposito, ha ufficialmente informato dello stato della pratica i parlamentari catanzaresi, chiedendo loro di sostenere a livello centrale la richiesta di finanziamento per il completamento dell’opera. L’immobile di località Pistoia ospiterà l’intero staff del Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, attualmente sistemato in un edificio privato di via Cortese, ma diventerà anche sede della COR, la centrale regionale di coordinamento, un sistema di collegamento centralizzato, dotato di impianti, monitor, sala trasmissioni per la visualizzazione e il coordinamento degli automezzi dell’Amministrazione. In questo ambito, a Pistoia sarà installata anche la nuova postazione per il sistema integrato TETRA, ovvero un servizio di telecomunicazioni digitale per le cinque forze di polizia, il cui progetto è stato promosso dal Ministero dell’interno e che vede la Calabria come regione pilota. La restante parte del fabbricato o – come ha specificato il Provveditore Quattrone – ospiterà l’ufficio regionale della formazione e aggiornamento dei quadri dirigenti e direttivi appartenenti al corpo di polizia penitenziaria che opererà in collaborazione con l’Università “Magna Grecia”. (Catanzaro 6 marzo 2009)

CACCIA AI CATTIVI NEL 2016…. 

Il Comune di Catanzaro chiamerà in giudizio il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria del Ministero della Giustizia per il mancato pagamento dei danni ammontanti ad oltre 243 mila euro subiti nell’immobile situato nel quartiere Pistoia che il Comune aveva concesso, in comodato d’uso gratuito e temporaneo, per la sede della Scuola di Polizia Penitenziaria”. A renderlo noto il  presidente del consiglio comunale Ivan Cardamone e l’assessore all’avvocatura Alessio Sculco, che hanno ricordato  come l’immobile, “consegnato nel 2004 in perfetto stato, è stato restituito nel 2011 con evidenti danni. Dal verbale di consegna – sottolineano – si evince chiaramente che tutti i locali dell’immobile erano forniti delle relative porte, cancelli con serrature e chiavi e finestre con ante e vetri.Dal computo estimativo, redatto dal settore gestione del territorio di palazzo De Nobili, i danni ammontavano a oltre 339 mila euro, e sono stati poi ricalcolati e ridotti a seguito di uno scambio di corrispondenza con il Ministero della Giustizia. Non essendo intervenuto alcun pagamento da parte del Ministero, nonostante le richieste inoltrate dal Comune  si è reso necessario promuovere una proposta di giudizio dinanzi al Tribunale per ottenere il risarcimento” (Comune di Catanzaro 26 ottobre 2016)

 

 

Oltre un milione di euro andato in fumo

Ma tra il 2004, il 2009, ed il 2016 dove era la politica? Quella dei comunicati di solidarietà e vicinanza alle forze dell’ordine costrette a lavorare in trincea nei quartieri a sud della città, quella della videosorveglianza, quella della necessità di presidiare il territorio. Dove erano i comitati di quartiere e le associazioni, anche quelle di consumatori, quelle che chiedono l’istituzione di un reparto mobile in città? Ma ancora, dove era la magistratura he avrebbe potuto agire d’ufficio, anche contro il proprio ministero se fosse stato necessario. Certamente tutti distanti dalle loro responsabilità. Perché nello spreco di soldi pubblici, più o meno un milione in questo caso, per il quale in pochi pagano davvero, le responsabilità vanno sempre suddivise tra tanti soggetti. Nella periferia di una terra povera, dove le persone perbene sono costrette a vivere in avamposti di criminalità, la mancata realizzazione di un polo della legalità e il conseguente spreco di denaro pubblico è l’unica risposta che lo Stato, inteso nella sua forma centrale quanto locale, riesce a dare.

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Posted by on 3 settembre 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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