Evaso un altro detenuto,”episodi gravi, da non sottovalutare”Parla il sottosegretario alla Giustizia Ferri

Perugia: evaso un altro detenuto. Ferri: “episodi gravi, da non sottovalutare” .Il caso dei permessi premio. Parla il sottosegretario alla Giustizia Ferri. Un italiano che era detenuto nel carcere di Perugia perché accusato di rapina e altri reati (fine pena marzo 2018) l’altra sera non è rientrato in cella dopo un permesso, e ora è ricercato dalla polizia. Si tratta dell’ennesimo episodio avvenuto nelle ultime settimane. Un cittadino straniero, condannato all’ergastolo, a luglio non è rientrato in carcere a Volterra dopo un permesso premio di 10 giorni: è ancora ricercato. E pensare che era considerato un detenuto modello: in carcere si era messo a studiare e aveva ottenuto il diploma di geometra. Poi c’è il caso del detenuto del carcere di Livorno (anche lui fuori per un permesso premio) che non ha fatto rientro nella casa circondariale delle Sughere. È allarme? Su questi episodi abbiamo intervistato il sottosegretario alla Giustizia, Cosimo Ferri.

Sottosegretario Ferri, tre evasioni dal carcere in nemmeno un mese. Che sta succedendo?

“Sono episodi gravi da non sottovalutare, ma certamente isolati e che non possono inficiare la tenuta del sistema. Si tenga presente che il numero di permessi premio che vengono concessi è superiore a 32.000 e che nelle carceri italiane vi sono 54.000 detenuti, dati che ci consentono di affermare che il nostro sistema carcerario funziona sia in termini di sicurezza, che di rieducazione. Negli ultimi anni, anche grazie alla legislazione di questi Governi, si è puntato molto sulla funzione rieducativa della pena perché è l’unica strada certa che consenta di ridurre il tasso di recidiva. In questo senso va anche la recente riforma dell’ordinamento giudiziario di cui a breve usciranno i decreti delegati. Nei casi di cronaca è singolare notare come ad esempio il detenuto che, solo poche ore fa, non è rientrato nella struttura perugina avesse da scontare solo pochi mesi di pena”.

Ma secondo lei il modello di pena detentiva funziona davvero?

“Proprio ieri sono stato in visita all’isola di Pianosa dove ho potuto verificare, ancora una volta, come esista un modello dì pena detentiva che funziona legato al lavoro e che trova un punto dì equilibrio tra la responsabilizzazione del detenuto, le esigenze rieducative e la certezza della pena”.

Quale è la pena aggiuntiva per i detenuti che si comportano in questo modo e poi vengono riacciuffati?

“Il soggetto è punibile a titolo dì evasione, con la conseguenza che si applicherà l’articolo 385 del Codice penale che punisce tale condotta con la reclusione da 1 a 3 anni”.

Si può pensare ad un inasprimento delle pene?

“Può essere una soluzione proprio al fine di rafforzare l’effetto deterrente perché si tratta di episodi gravi. Del resto, l’evasione del detenuto beneficiario del permesso interrompe il percorso di rieducazione intrapreso e mina l’accordo di fiducia con l’Amministrazione della giustizia”. Ma sulla base di quali parametri vengono fatte le valutazioni per concedere i permessi premio? “La disciplina attuale include anzitutto le previsioni riguardanti la natura e l’entità della pena. La concessione del permesso è sempre ammessa per il condannato alla pena dell’arresto, ed è consentita in ogni tempo nei confronti del condannato alla reclusione non superiore a quattro anni. Al condannato alla pena superiore a tale soglia e al condannato all’ergastolo, il per-messo può essere concesso dopo l’espiazione rispettivamente di almeno un quarto e di almeno dieci anni della pena. Inoltre, si deve trattare di soggetti che abbiano tenuto una regolare condotta, anche nel corso delle attività culturali e ricreative svolte in carcere, e di non risultare socialmente pericolosi”.

Certezza della pena inesistente. Anche in merito a ultimi casi di immigrati che hanno rubato oppure si sono resi protagonisti di episodi dì violenza, c’è da registrare che sono stati scarcerati dopo 24 ore a seguito di processi per direttissima.

“Più sicurezza e certezza della pena con la riforma processo penale. Molto importanti sono stati gli interventi sui reati di maggiore allarme sociale, per i quali è stato previsto un deciso inasprimento delle sanzioni penali, in particolare nei minimi edittali, che garantirà una più efficace punibilità degli autori dì queste gravi condotte, un più alto grado di deterrenza ed una maggiore sicurezza per i cittadini. La magistratura ha oggi strumenti più adeguati per perseguire autori di questi reati”.(La Nazione)

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Posted by on 12 agosto 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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