Napoli: sovraffollamento a Poggioreale, scatta l’allerta

L’istituto può contenere 1.624 detenuti: ce ne sono 2.019 ed è allarme per i mesi più caldi dell’anno. Il direttore del carcere: i flussi non dipendono da noi ma da fattori esterni. In Campania ci sono 7.096 detenuti in carcere. ma gli istituti ne possono contenere al massimo 6.114. Il dato risale al 31 luglio, comprende anche i reclusi in semilibertà.
Questo è il perìodo più caldo dell’anno: l’emergenza sovraffollamento si fa sentire in modo particolare nei mesi di luglio e agosto, quando le celle diventano roventi. La Lombardia fa peggio: su 6.122 posti disponibili, gli istituti ne ospitano 8,130.
Il carcere di Secondigliano ospita 1.280 detenuti (la capienza massima è 1.026). Mentre il complesso a Poggioreale accoglie 2.109 persone, ma ne può contenere 1.624 (un surplus di 485 unità). I sindacati e le associazioni hanno spiegato più volle che la situazione e le condizioni dei reclusi nel carcere di Poggioreale sono andate lentamente migliorando negli ultimi anni, con la gestione di Antonio Fullone.
Qualche tempo fa l’istituto aveva anche toccalo quota 2.700. un vero record negativo. Ma le altre carceri non stanno messe meglio: l’istituto femminile dì Pozzuoli ha una capienza di 109 posti, ma ospita 171 donne, Il carcere di Santa Maria Capua Vetere ospita 956 detenuti a fronte di una capienza dì 819. Insomma è un problema diffuso e non solo in Campania.
Ma quali sono le soluzioni? “Per quanto riguarda gli afflussi non è merito mio – spiega il direttore del carcere di Poggioreale Antonio Fullone – dipende dai flussi. Quando io arrivai qui tre anni fa, c’erano 1.800 reclusi. Ci siamo tenuti su questo livello fino ad ora. Di recente sono aumentali gli ingressi, ma a livello nazionale e abbiamo raggiunto quota 1.624”.
Il presidente dell’associazione ex Detenuti organizzati napoletani. Pietro loia, cerca di fare il punto della situazione: “Purtroppo il numero dei reclusi nelle ultime settimane sta lentamente aumentando. E i detenuti non ce la fanno, le mura e le celle sono roventi. Sono esausti. Alcuni dormono a terra. I materassi sono di spugna. Molti bagnano le tovaglie con l’acqua fredda e se le mettono addosso, per rinfrescarsi. Ci vorrebbero i ventilatori nelle celle. Negli istituti di mezza Europa ci sono i condizionatori, gestiti dall’esterno dalla polizia penitenziaria. Noi non abbiamo nemmeno i ventilatori”.(Cronache di Napoli)

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Posted by on 9 agosto 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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