Lettera del presidente del tribunale al Ministero della Giustizia,il carcere va riaperto

Salerno: “il carcere di Sala Consilina va riaperto”.Lettera del presidente del tribunale di Lagonegro al Ministero della Giustizia in attesa della sentenza del Consiglio di Stato. Dopo la chiusura del carcere di Sala Consilina, disposta alla fine del 2015 dal Ministero della Giustizia, il circondario del Tribunale di Lagonegro, il terzo in Italia per ampiezza di territorio, si è ritrovato senza un istituto penitenziario e conseguenza di ciò sono stati una serie di problemi che hanno finito per colpire non solo gli addetti ai lavori ma anche i detenuti ed i loro familiari.
È quanto emerge da una lunga lettera che Matteo Claudio Zarrella, presidente del Tribunale di Lagonegro, ha inviato al Ministero della Giustizia per mettere in evidenza l’indispensabilità di una struttura carceraria nel circondario del tribunale lucano. Leggendo la lettera si ha l’impressione che a scriverla sia stato un padre di famiglia, preoccupato per il mancato rispetto dei diritti dei detenuti dopo la chiusura della casa circondariale di Sala Consilina.
“Un circondario di tribunale – scrive il magistrato – senza una casa circondariale sarebbe una contraddizione in termini. Non a caso si parla di Casa Circondariale”. Il presidente ripercorre i passaggi precedenti e successivi alla chiusura del carcere salese, soppressione motivata in ragione dell’anti-economicità della struttura, in termini di costi-benefici, considerata la sua modesta ricettività. Zarrella fa sue le motivazioni alla base della decisione del Tar che ha annullato il provvedimento di chiusura (ora si attende la sentenza definitiva del Consiglio di Stato) perché viene violato il principio delle territorialità dell’esecuzione penale con un pregiudizio per le comunità locali, gli operatori di diritto, i detenuti e le loro famiglie.
“La giustizia – si legge nella missiva – non può essere considerata soltanto il termini di costi, non confrontati adeguatamente con i benefici”. Attualmente le strutture penitenziarie più vicine, di fatto sono tutte a notevole distanza. “In mancanza di una casa circondariale – sottolinea – il rapporto tra detenuto in custodia cautelare e i suoi giudici è ostacolato. Il detenuto allontanato dal suo circondario trova ostacolati i suoi diritti. È discriminato rispetto ad altri detenuti ristretti in istituti vicini al luogo di residenza delle famiglie”.
Dalle parole di Zarrella si capisce quanto abbia a cuore la situazione dei detenuti del circondario, costretti a stare lontani dalle loro famiglie e non esita ad evidenziare come questa situazione costituisca una “violazione dell’articolo 3 della Costituzione – scrive nella parte conclusiva della lettera – e del principio di territorialità dell’esecuzione penale che assicura al detenuto il diritto di essere assegnato in un istituto carcerario prossimo al luogo di residenza della sua famiglia. Un detenuto ostacolato nei suoi diritti può sentirsi leso nella propria dignità e sentirsi ridotto ad oggetto di detenzione per il quale una prigione vale l’altra”.
Alla lettera di Zarrella il Ministero ha risposto ipotizzando la riapertura, dopo lavori di ristrutturazione particolarmente onerosi, del carcere di Lagonegro o di Chiaromonte, chiusi da oltre 30 anni, senza fare però alcun riferimento a quello di Sala Consilina che invece necessita solo di piccoli interventi. Prima che si muova qualcosa però bisognerà attendere la sentenza del Consiglio di Stato.(La Città di Salerno)

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Posted by on 7 agosto 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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