Troppi detenuti, pochi agenti di Polizia penitenziaria

Prato: troppi detenuti, pochi agenti e traduttori.Delegazione regionale alla Dogaia dopo le proteste del sindacato: “Rispetto a Sollicciano 200 poliziotti in meno”. “Siamo costretti a convivere con topi, scarafaggi e detenuti violenti”. Lo scrivevano il 22 luglio scorso i rappresentanti sindacali degli agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere della Dogaia, che dopo quattro giorni hanno fatto un sit-in davanti all’ingresso del carcere, in via Montagnola.
Proprio sulla scorta di quelle accorate proteste, ieri mattina i consiglieri della commissione regionale sanità hanno effettuato un sopralluogo, accompagnati dal direttore della casa circondariale, Vincenzo Tedeschi e dal vicesindaco del Comune di Prato, Simone Faggi. C’erano Nicola Ciolini del Pd, Manuel Vescovi (Lega Nord), Paolo Sarti (Sì Toscana a sinistra), Monica Pecori (Gruppo misto) e Andrea Quartini (5 Stelle). Al centro della visita condizioni e numeri di una struttura complessa, organizzata tra reparto di massima sicurezza, di media sicurezza, per i collaboratori di giustizia, un’area protetta per i colpevoli di reati sessuali che debbono essere protetti dagli altri detenuti.
Cinquanta detenuti in più, sessanta tra agenti e mediatori in meno. A fronte di una cinquantina di detenuti in più di quanto il carcere ne possa contenere, il vero problema, secondo il vicesindaco Simone Faggi, non è però il sovraffollamento, ma la carenza di personale.
“Quanto parlo di personale mi riferisco sia alla polizia penitenziaria che ai mediatori culturali e traduttori – dice Faggi – Non abbiamo situazione di sovraffollamento paragonabili ad altre realtà, con sette detenuti per cella. Qui al massimo sono tre, ma tre è già abbastanza se si pensa ai 40 gradi di questi giorni. I sindacati di polizia penitenziaria hanno sostanzialmente ragione: il carcere di Prato, che dovrebbe avere più o meno gli stessi numeri di Sollicciano, è invece sottodimensionato come personale”.
Il paragone con Sollicciano viene fatto anche da Nicola Ciolini, quando parla di “650 detenuti, quaranta meno di Sollicciano, eppure circa 200 unità di personale in meno per assicurare il servizio”. Anche Ciolini accenna alla carenza di educatori e mediatori culturali: “mancano e il 65 per cento della popolazione carceraria è extracomunitaria”.
Degrado e problemi strutturali. “In varie sezioni il degrado è importante, evidenti le difficoltà di gestione, di spazio, di pulizia – spiega Ciolini – le condizioni sono ai limiti della vivibilità”. Sono le strutture destinate ai nuovi arresti, quelle “dove si sta in tre in una singola cella, non è sostenibile”. “Capisco anche la frustrazione del personale a dover lavorare in certi reparti”, aggiunge il consigliere.
Le cose che vanno bene. Ciolini parla di “un carcere attento, dove ci sono spazi ben tenuti e ben organizzati. I detenuti contribuiscono alla manutenzione ordinaria, c’è la palestra, fanno teatro, c’è anche un reparto universitario, con i professori che vengono a tenere vari corsi, e negli ultimi anni ci sono stati 35 laureati”. Un buon andamento che si conferma anche per l’assistenza sanitaria “con tutte le specialistiche presenti, il servizio odontoiatrico ogni giorno, la guardia medica 24 ore su 24 con infermiere”.
La Lega: situazione insostenibile. “L’attuale situazione degli agenti penitenziari che lavorano al carcere della Dogaia – afferma Manuel Vescovi, capogruppo regionale Lega Nord – è, ormai, non più sostenibile e siamo sinceramente perplessi di come tale problematica non venga, finalmente, affrontata e risolta da chi di dovere”. Vescovi cita i “mille disagi” in cui gli agenti sono costretti a vivere e le aggressioni che subiscono dai detenuti, “il 65% dei quali è extracomunitario (a loro disposizione anche una sorta di moschea)”. “Insomma – conclude la struttura pratese, sicuramente sovraffollata, meriterebbe maggiore attenzione da parte delle autorità competenti che dovrebbero sanare le varie criticità”.(Il Tirreno)

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Posted by on 6 agosto 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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