Sit-in di protesta della Polizia penitenziaria: “Siamo ostaggio dei detenuti”

 

Sovraffollamento del carcere, carenza di organico, condizioni igieniche precarie, per non parlare dei problemi di sicurezza che rendono ancor più difficile lo svolgimento del lavoro. I sindacati della polizia penitenziaria hanno dato vita stamani ad un sit-in di protesta davanti alla casa circondariale della Dogaia, per denunciare ancora una volta i problemi che attanagliano il carcere di Prato, dove i detenuti sono 640 unità, a fronte di una capienza massima di 590 unità, di cui il 67% è costituito da cittadini stranieri, con punte dell’85% come nel caso della sezione circondariale. Gli agenti della polizia penitenziaria in servizio alla Dogaia sono 270, 110 in meno del fabbisogno previsto; quotidianamente sono “costretti a sobbarcarsi carichi di lavoro abnormi, destreggiandosi tra difficoltà gestionali e rischi per la propria incolumità”. “Siamo ostaggio dei detenuti” hanno affermato alcuni dei referenti delle organizzazioni sindacali, sottolineando che nel solo 2017 risultano circa 600 giornate di assenza dal lavoro degli agenti, dovute ad aggressioni ed eventi critici messi in atto dalla popolazione carceraria. Come se non bastasse, il personale è costretto a lavorare e dimorare in compagnia di topi, blatte e sporcizia di ogni genere. Le organizzazioni sindacali puntano infine il dito contro la gestione della Direzione del carcere, accusandola di aver interrotto da un anno ogni forma di rapporto con i sindacati stessi. Una situazione, insomma, diventata insostenibile che i rappresentanti della polizia penitenziaria hanno raffigurato anche al Prefetto di Prato, Rosalba Scialla, nell’incontro che si è tenuto ieri.(TvPrato)

 

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Posted by on 27 luglio 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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