Sulla chiusura del carcere il Sindaco attacca il Ministro della Giustizia Orlando

Sala Consilina (Sa); sulla chiusura del carcere il Sindaco Pd attacca Orlando.Il sindaco Francesco Cavallone chiede la testa del ministro alla Giustizia, Andrea Orlando. “Si deve dimettere, danneggia il nostro territorio e non solo”, ha tuonato il primo cittadino di Sala Consilina. L’ultima scintilla dopo la notizia che il Ministero sceglierà come carcere nell’area del Tribunale di Lagonegro una struttura tra quella della stessa cittadina lucana o Chiaromonte. Una notizia emersa in seguito alla risposta da parte del Ministero alla richiesta del presidente del Tribunale, Zarrella, sulla istituzione di un carcere nella zona di pertinenza del Tribunale. La messa a disposizione di un carcere è necessario nell’area del Tribunale e proprio su questo buco il Comune di Sala Consilina al momento della chiusura del carcere aveva pressato.Abbiamo – aveva detto all’epoca lo stesso Cavallone – una struttura in buone condizioni e che necessita solo di alcuni interventi già progettati per rispondere alle esigenze richieste”. Una spesa di circa centomila euro. Ma nei giorni scorsi la risposta del Ministero e le due opzioni presentate al presidente Zarrella ha mandato su tutte le furie il sindaco Cavallone. “Finora – ha urlato ai microfoni – il nostro Ministro, nostro si fa per dire non ne ha fatta una giusta. È evidente che non sa gestire il suo ministero e di non conoscere il territorio”.Un derby all’interno del Pd, considerata l’area di pertinenza anche del sindaco di Sala Consilina, che già in passato aveva polemizzato contro i vertici del partito per la mancanza di sostegno verso il Vallo di Diano depauperato più volte da servizi e strutture. Basti ricordare che il trasferimento del Tribunale di Sala Consilina a Lagonegro è stato l’unico caso in Italia di annessione extraregionale.Occorre anche dire che in diversi tra sindaci e politici hanno protestato, ma mai si è potuto vedere, nel Vallo di Diano, un’azione di forza coesa tra amministratori e anche cittadini (poco presenti durante i vari scippi). Medesimi episodi, poi, sono avvenuti per l’ospedale di Polla-Sant’Arsenio. Un esempio recente su tutti: il reparto di Psichiatria è stato trasferito dalla struttura di Sant’Arsenio a quella di Vallo della Lucania con la promessa – scritta – che a Polla si sarebbe attivato un servizio per i casi più estremi e urgenti (Tso). che è stato descritto dallo psichiatra Eugenio Borgna nel libro “Le passioni fragili”, che fa riferimento ad una società autistica, in cui le famiglie non hanno più spazio per la comunicazione e vivono all’interno di “cellule chiuse”, come i nostri cellulari.Come contraltare di questo modello chiuso, appunto, il desiderio di fare tutto alla luce del sole o, almeno, davanti alla fotocamera di un cellulare, davanti ai propri followers, in un gioco di sovraesposizione mediatica che riflette, come davanti ad altrettanti specchi, le immagini, che rimbalzano fra Instagram, Facebook, Twitter e i centomila altri famigerati social. Anche a Salerno impera il protagonismo giovanile in quella che solo apparentemente sembra una contraddizione, fra chiusure domestiche e incapacità di comunicare le emozioni da un lato e la spettacolarizzazione di ogni più piccola azione dall’altro. Forse, molto semplicemente, visto che stiamo comunque parlando di ragazzi e ragazze di circa trent’anni e non di adolescenti, ci ritroviamo a raccontare l’ennesima fragilità della nostra società, che ha visto dilatarsi all’infinito il tempo della giovinezza. Ci ritroviamo, cioè, a mettere il dito nella piaga della mancanza di quel protagonismo giovanile che solo una vita pienamente realizzata può evidenziare.(Il Mattino)

 

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Posted by on 24 luglio 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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