Aggredì gli agenti penitenziari ,trasferito il detenuto attenzionato per “ideologie jihadiste e reclutamento”

Verona: trasferito il detenuto attenzionato per “ideologie jihadiste e reclutamento” È stato trasferito in un altro carcere il detenuto marocchino che ha aggredito due agenti della polizia penitenziaria a Montorio urlando “Allah akbar”. Da tempo è attenzionato per il suo radicalismo.
Secondo livello. Quello dei carcerati “vicini alle ideologie jihadiste e attivi a livello di proselitismo e reclutamento”. Così è stato inquadrato anche lui, dal dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. E per quelle “idee” non solo era stato segnalato più volte, ma era anche attenzionato. È stato trasferito venerdì pomeriggio in un altro carcere, il detenuto marocchino che martedì pomeriggio aveva aggredito due agenti della polizia penitenziaria a Montorio urlando “Alla akbar”. Quello che ha una sfilza di precedenti e che si sarebbe radicalizzato proprio in uno dei suoi tanti passaggi in carcere.
Lo stesso che quell’aggressione l’avrebbe premeditata, tanto da essere andato ai due baschi azzurri con un coltello rudimentale che si era costruito in cella. Uno degli agenti ha riportato una frattura al braccio, l’altro contusioni guaribili in 15 giorni. Si erano alzate le barricate dei sindacati della polizia penitenziaria, su quell’attacco che poco prima era stato preceduto da un altro, con altri tre agenti feriti.La procura ha aperto un’inchiesta per lesioni e il Sappe aveva parlato chiaramente di volontà di “uccidere”. Il giorno dopo, a smontare la ricostruzione era stata però la stessa direttrice del carcere, Maria Grazia Bregoli che aveva negato quelle frasi inneggianti al Profeta. Un dettaglio non da poco, il fatto che quelle due parole siano state pronunciate o meno. E l'”Allah akbar” che il marocchino avrebbe urlato, è stato riportato anche nei verbali delle guardie aggredite. Quella che è a dir poco una “discrasia” tra le due versioni adesso è diventata l’oggetto di un’interrogazione parlamentare a firma dell’onorevole del Pd Vincenzo D’Arienzo, che il giorno dopo l’aggressione aveva chiesto l’allontanamento da Montorio del detenuto con simpatie estremiste.Un’interrogazione che è una sciabolata alla direttrice di Montorio. Rivolgendosi al ministro della Giustizia “per chiarire l’accadimento”, D’Arienzo si chiede se “il grave episodio del detenuto che ha tentato di uccidere alcuni agenti penitenziari inneggiando ad Allah è avvenuto o meno?”. D’Arienzo, tra le righe dell’interrogazione in realtà si risponde già da solo. “Le affermazioni della direttrice rischiano di delegittimare agli occhi dei detenuti tutti la credibilità e la professionalità degli agenti interessati e di tutta la categoria. Ritengo doveroso fare chiarezza, non fosse altro perché certe situazioni mettono in pericolo, anche di vita, gli agenti””.D’Arienzo ha incontrato i rappresentanti sindacali. “Risulterebbe – dice – che il detenuto in questione sia stato oggetto nel tempo di alcune verbalizzazioni per le sue espressioni, tipiche del radicalismo di stampo islamico. Su carta sono stati verbalizzati anche i fatti di mercoledì ed in particolare l’aggressione al grido “Allah akbar”. Possibile che questo non abbia significato, come dice la direttrice”. Non resta altro che aspettare la risposta del ministro. E forse il “giallo” del detenuto integralista a Montorio si chiarirà. (Corriere di Verona)

 

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Posted by on 24 luglio 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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