Detenuto dà fuoco alla cella: tre agenti della polizia penitenziaria intossicati.

 

L’allarme dei sindacati. Tensioni e clima infuocato al carcere di Biella. Ieri pomeriggio un detenuto di 60 anni, in carcere per scontare una pena di 10 anni, ha appiccato il fuoco nella sua cella. Le fiamme si sono propagate rapidamente rendendo necessaria l’evacuazione dell’intero piano del vecchio padiglione detentivo. Tre agenti di polizia penitenziaria intervenuti per mettere in salvo gli altri detenuti sono rimasti intossicati e hanno dovuto ricorrere al ricovero in ospedale. Non gravi sono stati tenuti in osservazione per 24 ore. Riportata la situazione alla normalità, verso sera, un detenuto di 20 anni ha inscenato una protesta perché non voleva rientrare in cella.

 

L’ALLARME DEI SINDACATI

Per le sigle sindacali Sappe, Osapp, Sinappe e Uspp, si sta assistendo ad un rischioso fenomeno di «predominanza della popolazione detenuta» e denunciano la direttrice dell’istituto come responsabile di questa deriva. Per l’1 agosto, i rappresentati sindacali di quelle organizzazioni, annunciano un sit-in davanti al carcere. Sull’accaduto intervengono anche le sigle Uil-Pa, Cisl-Fns, Fsa-Cnpp, Cgil-Fp, che recentemente hanno firmato il documento sul nuovo modello di organizzazione del carcere. Chiedono: «Un urgente intervento per rendere le condizioni di lavoro dei poliziotti penitenziari idonee e sicure». (La Stampa)

 

 

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Posted by on 22 luglio 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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