Busta esplosiva inviata al Capo del Dap Santi Consolo

Genova: busta esplosiva spedita al capo delle carceri.Il plico inviato a Santi Consolo, direttore Dap: inchiesta sulla pista anarco-insurrezionalista. Un ordigno artigianale, che poteva esplodere e fare molto male. Un plico spedito il 9 giugno scorso da Genova e recapitato a Roma, indirizzato a Santi Consolo, il capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, il più alto dirigente del settore a cui fanno riferimento tutte le carceri italiane. Per fortuna la busta con al suo interno fili elettrici, una batteria e della polvere da sparo, è stata intercettata e disinnescata, ma sull’inquietante vicenda è stata aperta un’inchiesta da parte della Procura di Roma (il reato si è consumato nella Capitale), ma sono interessate anche la Direzione Distrettuale Antiterrorismo (pm Federico Manotti) e la Digos di Genova. Inoltre, un documento del Viminale è stato diramato a tutte le procure italiane. Il plico è simile agli altri due recapitati l’8 giugno scorso a Palazzo di Giustizia, a Torino, ma questa volta il mittente porta le generalità di tale “Giacinto Siciliano, via Camporgnago numero 40, Opera, provincia di Milano”.Una vera provocazione: Giacinto Siciliano è il direttore del penitenziario di massima sicurezza di Milano Opera, quello dove sono detenuti tanti anarco-insurrezionalisti. Tanto che nel febbraio del 2016 un comunicato firmato da 128 reclusi, con il quale si denunciavano le condotte punitive (isolamento, censura della posta, trasferimenti e persino aggressioni fisiche e “misere” condizioni di ricovero nel reparto ospedaliero “San Paolo” dedicato ai detenuti). L’iniziativa interna al carcere era stata seguita nel gennaio scorso da presidi anche notturni all’esterno da parte di attivisti.La lettera-bomba spedita da Genova porta il timbro del Centro Smistamento Poste Aeroporto. Con ogni probabilità, è stata imbucata in una cassetta in città. In ogni modo, è stata intercettata il 12 giugno durante la lavorazione all’interno dell’omonimo centro postale di Roma. Sono intervenuti gli artificieri prima che arrivasse al Dap. I due plichi recapitati a Torino – anche questi spediti da Genova, con mittenti i nomi di due avvocati genovesi e di un prestigioso studio legale che ovviamente sono completamente estranei alla vicenda – erano indirizzati ai pm Roberto Sparagna ed Antonio Rinaudo, i due magistrati che si sono occupati di inchieste su fenomeni eversivi e di rilievo politico, ma anche di infiltrazioni della ‘ndrangheta in Piemonte. In particolare, il primo ha condotto l’inchiesta “Scripta Manent” su una serie di attentati dinamitardi della Fai (Federazione Anarchica Informale).Il secondo è titolare dei fascicoli sui No-Tav. I due plichi di Torino e quello recapitato a Roma non sono stati rivendicati, ma gli investigatori seguono la pista dell’area anarco-insurrezionalista. Negli scorsi giorni, infatti, la Digos ha acquisito un documento sul sito “InformAzione” che potrebbe apparire come una sorta di attribuzione di paternità. Si legge: “È una vera gioia vedere saltare in aria caserme, tribunali, rappresentanti del potere… il sistema e le sue strutture non sono astratte e i responsabili hanno nomi, cognomi e sono facilmente individuabili”. Inoltre, due torinesi sono in carcere: Alfredo Cospito e Nicola Gai, condannati per essere gli autori del ferimento dell’ad di Ansaldo Nucleare, Roberto Adinolfi. Attentato avvenuto a Genova, in via Montello (Marassi) il 7 maggio 2012 e firmato dal “Nucleo Olga”. In carcere anche Anna Beniamino, compagna di una vita di Cospito, la tatuatrice sanremese arrestata a Viterbo per associazione terroristica internazionale. Perciò, si suppone che gli autori delle tre missive siano militanti che gravitano tra Genova e Torino. (La Repubblica)

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Posted by on 27 giugno 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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