Rifiutano il trasferimento a un altro carcere e spuntano le lame

 

In cinque a processo per una ‘rivolta’ all’Arginone avvenuta nell’ottobre 2014.Un trasferimento dal carcere dell’Arginone verso altre strutture che ben presto è degenerato in un parapiglia: i detenuti si sfilano le magliette, tirano fuori delle piccole lame, minacciando gesti di autolesionismo e di colpire gli agenti di polizia penitenziaria presenti. Alcuni di essi reagiscono quando gli stessi agenti intervengono per bloccarli, mandandone almeno uno a terra.Un fatto avvenuto nell’ottobre 2014 nel carcere di Ferrara per il quale sono oggi a processo cinque persone, quattro provenienti dalla Tunisia e una dall’Algeria, con l’accusa di minacce, lesioni personali e resistenza a pubblico ufficiale.Proprio gli agenti presenti al momento della ‘rivolta’ sono stati chiamati a testimoniare davanti al giudice Carlo Negri nell’udienza di venerdì pomeriggio in tribunale a Ferrara. Dai loro racconti si apprende di come siano iniziate le offese – spesso pesanti – e le minacce, come “uccido tua madre”, da parte di alcuni dei detenuti coinvolti al momento in cui hanno appreso che sarebbero stati trasferiti.Ma tutto è poi degenerato quando hanno iniziato a sfilarsi le magliette di dossi – gesto che un agente, per esperienza, ha spiegato essere il segnale di un’intenzione di avere una colluttazione – e hanno tirato fuori delle lamette, quelle concesse in carcere e nascoste da alcuni nella bocca, minacciando azioni gravi nei confronti degli agenti e anche contro se stessi.Il personale del carcere è poi riuscito – non senza fatica – a riportare all’ordine la situazione e ora è il momento del processo. L’udienza è stata aggiornata a gennaio 2018.(estense.com)

 

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Posted by on 10 giugno 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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