Così controlliamo i detenuti a rischio radicalizzazione

Bologna: “così controlliamo i detenuti a rischio radicalizzazione”.In seguito agli ultimi attentati dieci carcerati seguiti con attenzione per il cambiamento delle loro abitudini. Come riuscire a capire quali sono i detenuti a rischio radicalizzazione islamica? Bisogna saper cogliere i “segnali”, come l’intensificazione della pratica religiosa, il rifiuto di condividere gli spazi comuni, l’esultanza di fronte agli attentati e i cambiamenti nell’aspetto (barba lunga e vestiti tradizionali) e nelle scelte alimentari (per esempio non bere più Coca Cola).Dopo l’attentato di Manchester dal Viminale è arrivata la richiesta di aumentare i controlli sui detenuti che potrebbero avvicinarsi all’ideologia jihadista e l’argomento è stato affrontato martedì nella riunione tra il prefetto Matteo Piantedosi e le forze di polizia. Agli agenti che lavorano in carcere spetta il compito di individuare questi segnali prima che sia troppo tardi.Il Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria (Dap) ha stilato un elenco dei comportamenti da considerare “anomali”. “Noi osserviamo i cambiamenti – spiega un agente della Dozza – e li segnaliamo al nucleo investigativo centrale della polizia penitenziaria (Nic), che si occupa di svolgere le indagini in carcere. Non basta un singolo elemento, servono più segnali insieme per attivare la vigilanza”. I soggetti a rischio radicalizzazione vengono distinti in tre livelli: segnalati, attenzionati e monitorati (i più pericolosi). Alla Dozza sono una decina i detenuti monitorati per i loro atteggiamenti che potrebbero far pensare ad una vicinanza agli ambienti estremisti. L’attentato di Manchester ha riacceso l’attenzione anche sulla sicurezza in occasione degli eventi che si terranno a Bologna nei prossimi mesi. “La situazione che si è creata in una città grande come la nostra crea sicuramente allarme”, ha detto l’assessore alla sicurezza Riccardo Malagoli.”Le feste di strada più grandi, su richiesta della Prefettura, avranno i blocchi di cemento”, i cosiddetti new jersey. Tuttavia, ha ricordato Malagoli, “si tratta sempre di questioni difficilmente evitabili. C’è una grande attenzione da parte di tutti, ma si fa fatica a fermare le schegge impazzite”.(La Repubblica)

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Posted by on 25 maggio 2017. Filed under Cronaca, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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