Il carcere tornerà a ospitare detenuti in regime di 41-bis, iniziati i lavori di manutenzione del padiglione

Cuneo: il carcere del Cerialdo tornerà a ospitare detenuti in regime di 41-bis. Protocollo varato nel 1992 dopo le stragi di mafia di Capaci e via d’Amelio. Il carcere “Cerialdo” di Cuneo tornerà a ospitare detenuti in regime di 41 bis, il cosiddetto “carcere duro”, varato nel 1992 dopo le stragi di mafia di Capaci e via d’Amelio. La vecchia palazzina di quattro piani era vuota dalla scorsa estate: ospitava ancora alcuni detenuti in regime di “alta sorveglianza”. Nel palazzo dentro il carcere ci sono 92 celle singole con tutto l’apparato per controllare telefonate e colloqui familiari, oltre alla videosorveglianza negli spazi comuni.Finestre a triplo schermo – Ci sono finestre a triplo schermo: griglia, grata e pannello opaco in plexiglas che limita la diffusione nella cella della luce naturale. Chi era detenuto nella palazzina aveva la posta controllata, gli era vietato ricevere dall’esterno libri e “stampe d’ogni genere”; nel cortile ci sono ancora spuntoni alti tre metri in cemento armato: per impedire tentativi di evasioni con l’elicottero. I “vecchi” detenuti del 41 bis, gli ultimi 20, a inizio 2016 sono stati trasferiti in Sardegna. Quello di Cuneo resta il reparto di 41 bis più grande d’Italia.Lavori – Da alcuni giorni sono impegnati una decina di addetti per tinteggiature, sistemare gli infissi, svolgere la manutenzione ordinaria nella struttura. Il direttore della casa circondariale, Claudio Mazzeo: “Seguiranno dei lavori per certificare gli impianti: da quello elettrico al riscaldamento. Serviranno gare e appalti: dovrebbero concludersi nel giro di qualche mese. L’intenzione è riaprire il reparto il prima possibile. Non abbiamo ancora avuto indicazioni sui trasferimenti da Roma: la Direzione generale dei detenuti e del trattamento non ci ha ancora comunicato nulla”.Il “Cerialdo” di Cuneo è sorto negli Anni 60 come carcere di “massima sicurezza”, con oltre 400 detenuti. Negli Anni ’70 aveva iniziato a ospitare anche detenuti “eccellenti”. Nel tempo sono stati a Cuneo i boss della mafia Michele Greco e Tommaso Buscetta, capi di celebri bande di rapinatori, come Renato Vallanzasca e Felice Maniero, imputati e condannati di “Mani pulite”. Attualmente la casa circondariale di Cuneo conta 230 detenuti comuni, di cui 150 stranieri. Il 41 bis è riservato a chi è condannato o in attesa di giudizio per criminalità organizzata, terrorismo e traffico internazionale di droga. Ed è un regime carcerario da sempre al centro di polemiche, anche criticato dall’Unione europea perché “lesivo della dignità dei detenuti”. In Piemonte l’unico altro reparto attivo con 41 bis è a Novara, ma lo stesso Garante delle carceri del Piemonte, il fossanese Bruno Mellano, nella sua relazione annuale due mesi fa aveva esortato a “svuotarlo al più presto”.(La Stampa)

 

 

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Posted by on 20 maggio 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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