Concorso per agente di polizia penitenziaria per trecento uomini e cento donne,presentata interrogazione parlamentare

ATTO CAMERA

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IMMEDIATA IN COMMISSIONE 5/11361

Dati di presentazione dell’atto
Prove scritte del test attitudinale per il concorso di agente polizia penitenziaria per trecento uomini e cento donne, con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 luglio 2015
Atto Camera
Interrogazione a risposta immediata in commissione 5-11361

presentato da

FERRARESI Vittorio

testo di

Martedì 16 maggio 2017, seduta n. 797

FERRARESI, SARTI, AGOSTINELLI, BONAFEDE, BUSINAROLO e COLLETTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che:
le prove scritte del test attitudinale per il concorso di agente polizia penitenziaria per trecento uomini e cento donne, con bando pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 28 luglio 2015, si sono svolte tra il 20 ed il 22 aprile 2016, presso la «Fiera di Roma» sotto la diretta organizzazione del dipartimento della polizia penitenziaria; alle prove hanno partecipato circa 15.000 concorrenti;
secondo quanto appreso dagli organi di stampa e dalla stessa amministrazione penitenziaria, durante lo svolgimento della prova, al seguito di controlli effettuati dal Nic (nucleo investigativo centrale) della polizia penitenziaria, e da due commissari, ottantotto concorrenti sarebbero stati sorpresi in possesso di radiotrasmittenti, auricolari, bracciali contenenti le risposte, cellulari contraffatti, cover dei telefonini con all’interno le soluzioni;
relativamente all’inchiesta penale – è in corso anche quella a livello amministrativo – la procura di Roma dovrà evidentemente chiarire se elementi del sistema penitenziario, non solo e non tanto a livello centrale, ma anche nelle diramazioni territoriali, abbiano avuto un ruolo e se vi siano figure esterne coinvolte, nonché accertare la fondatezza di talune indiscrezioni secondo le quali partecipanti al concorso abbiano pagato somme di denaro – fino a venticinquemila euro – per ottenere aiuti e soluzioni anticipate delle prove d’esame;
in seguito agli eventi riportati, a pochi giorni dallo svolgimento della prova dell’aprile 2016, la procedura concorsuale è stata sospesa in attesa degli sviluppi delle indagini da parte della magistratura;
ad oggi, in merito alla menzionata procedura, non vi è stato alcun aggiornamento da parte dell’amministrazione penitenziaria o del Ministero sui suoi possibili sviluppi, ciò a discapito della maggioranza di partecipanti onesti, che si sono sottoposti alla prova e che ancora non ne hanno conosciuto il risultato, mediante la pubblicazione di una graduatoria;
dopo oltre un anno, gli incolpevoli partecipanti, visto l’articolo 27 della Costituzione, della prova di aprile 2016, a fronte delle spese sostenute e degli studi effettuati, nonostante le limitazioni personali, economiche e familiari legate alla contingente crisi economica, esigono delle risposte sin qui negate dagli organi che dovrebbero garantire giustizia e trasparenza, anche in considerazione del fatto che alcuni, per limiti di età, non potranno più partecipare ad ulteriori concorsi –:
quali iniziative intenda intraprendere il Ministro interrogato al fine di pubblicare, quanto prima, gli esiti delle prove concorsuali svolte nell’ambito della procedura di cui in premessa a tutela dei giovani partecipanti che vi aderirono in totale buona fede e che attendono notizie sul proprio futuro. (5-11361)

Atto Camera

Risposta scritta pubblicata Mercoledì 17 maggio 2017
nell’allegato al bollettino in Commissione II (Giustizia)
5-11361

Il quesito posto dagli Onorevoli interroganti consente di affrontare il tema delle politiche del personale, con particolare riguardo al personale della Polizia penitenziaria, tema che ha visto il mio Ministero porre le basi per il superamento del blocco delle assunzioni nel settore.
In questo quadro, è stato pubblicato il 28 luglio del 2015 il bando di concorso per l’assunzione di trecento uomini e cento donne quali agenti di Polizia penitenziaria.
Nel corso delle prove scritte del concorso, gestito dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, prove tenutesi tra il 20 ed il 22 aprile 2016, vennero accertati da parte della stessa Polizia penitenziaria irregolarità tali e di tale gravità da imporre la sospensione del concorso, contestualmente all’avvio da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma di indagini preliminari.
La sospensione della procedura concorsuale non poteva che essere dettata dall’esigenza di attendere l’esito delle indagini e, conseguentemente, l’ampiezza del quadro di irregolarità riscontrate, anche al fine di orientamento delle scelte che l’amministrazione penitenziaria sarebbe stata chiamata a prendere in ordine alla validità delle prove effettuate ed all’identificazione dei concorrenti da escludere.
Sulla vicenda sono state richieste notizie di aggiornamento tanto al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria quanto alla procura della Repubblica procedente.
Sul versante dell’accertamento penale, il Procuratore di Roma ha comunicato che è tuttora pendente e coperto da segreto investigativo un procedimento penale per truffa aggravata iscritto a carico di «svariati indagati».
Il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, dal canto suo, ha comunicato che, data l’urgenza di definizione della questione, è in attesa che l’Avvocatura Generale dello Stato si pronunci sul parere, richiestole in data 15 marzo u.s., in merito alla validità delle prove concorsuali svolte sino alla sospensione e sulla legittimità di un ventaglio di soluzioni alternative ipotizzate per sbloccare la situazione.
In attesa delle decisioni che dovranno essere celermente assunte dalla competente articolazione ministeriale e che provvederò a sollecitare, anche al fine di assicurare ai candidati non coinvolti forme di garanzia e di salvaguardia, segnalo che l’attenzione alle politiche del personale ha consentito di ottenere (con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 19 ottobre 2016) che l’Amministrazione penitenziaria fosse autorizzata ad assumere n. 887 unità di agenti già vincitori di concorso.
Misura, quest’ultima, che con il decreto «milleproroghe», convertito con la legge 27 febbraio 2017, n. 19, è stata prorogata, sino al dicembre 2017.
Tale intervento normativo consentirà, dunque, all’Amministrazione di attingere alle graduatorie concorsuali per avviare le procedure finalizzate all’assunzione, nell’anno in corso, di 887 agenti, che andranno a colmare, almeno in parte, i vuoti in organico del corpo di Polizia penitenziaria.

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Posted by on 20 maggio 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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