Realizzazione di un nuovo istituto penitenziario da 450 posti nel comune di Catania, interrogazione parlamentare

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Interrogazioni

BARANI – Al Ministro della giustizia – Premesso che, a quanto risulta all’interrogante:

nel corso degli anni 2012 e 2013, l’Ufficio pro tempore del commissariato delegato (ordinanze del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3861/10 e n. 3995/2012) indiceva una gara con procedura aperta per la progettazione definitiva ed esecutiva e per l’esecuzione dei lavori riguardanti la realizzazione di un nuovo istituto penitenziario da 450 posti nel comune di Catania, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa;

con decreto del 20 dicembre 2013, prot. CS-5305, l’appalto veniva aggiudicato, in via definitiva, a RTI Gestecos srl;

detto provvedimento di aggiudicazione veniva gravato dal secondo classificato Italiana costruzioni SpA con il ricorso presso il Tribunale amministrativo del Lazio, che, successivamente, emetteva sentenza di annullamento dell’aggiudicazione dell’appalto;

successivamente, il raggruppamento temporaneo di imprese Gestecos srl (mandataria, cui è poi subentrata, ex art. 51 del decreto legislativo n. 163 del 2006, la società Spinosa Costruzioni generali SpA), SA.PRO.Edil Restauri 85 srl, Costruzioni Angelico Stradali srl, Nuova C.C.S. srl e Simoneschi srl ricorreva in appello avverso quanto stabilito dal TAR Lazio presso il Consiglio di Stato che, con sentenza del 5 marzo 2015, confermava l’aggiudicazione alle ricorrenti;

il raggruppamento temporaneo Gestecos partecipato dall’esponente procedeva dunque ad espletare le attività tecnico-amministrative dedotte in appalto, senza che, tuttavia, l’amministrazione committente avesse fatto a ciò seguire la formalizzazione dell’incarico di verifica del progetto esecutivo, ex art. 112 del decreto legislativo n. 163 del 2006, con il pur già selezionato operatore Rina Check srl;

ciò nonostante, le attività dirette alla stipula del contratto ed all’esecuzione dell’opera hanno subito a parere dell’interrogante un ingiustificato e non più comprensibile arresto, risultando tuttora bloccate;

in data 15 ottobre 2015, quindi, solamente 7-8 mesi dopo il pronunciamento del Consiglio di Stato, la committenza riavviava l’iter delle verifiche sull’effettivo possesso dei requisiti di moralità (ex art. 38 del decreto legislativo n. 163 del 2006) autocertificati in gara dal raggruppamento aggiudicatario;

gli aggiudicatari dell’appalto apprendevano poi, attraverso una nota interna del 13 novembre 2015, che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, con nota cautelativa, avrebbe chiesto contraddittoriamente di sospendere la procedura nutrendo dei dubbi sulla necessità di realizzare l’opera carceraria;

considerato che:

l’opera era stata prevista proprio al fine di far fronte all’endemico e non più procrastinabile problema del sovraffollamento della popolazione carceraria, che aveva assunto entità particolarmente apprezzabile con riguardo alla situazione della regione Sicilia e trovava fondamento anche nella “Relazione del Parlamento sullo stato di attuazione del programma edilizio penitenziario anno 2013”;

secondo i dati ufficiali resi noti dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, il penitenziario di Catania soffre attualmente di un sovraffollamento detentivo pari al 173 per cento;

considerato, altresì, che l’esecuzione dell’opera, per la quale è già stata celebrata una regolare procedura di evidenza pubblica, individuato un aggiudicatario e sono state espletate le attività progettuali, seppur ritenuta ancora necessaria, ha trovato e continua a trovare ostacoli incomprensibili,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo ravveda la necessità di procedere alla realizzazione dell’opera, considerato, in particolare, il tasso di sovraffollamento carcerario registrato presso il penitenziario di Catania;

come valuti il comportamento della burocrazia ministeriale, che, nell’escludere improvvisamente ed inaspettatamente la necessità di realizzare l’opera, dopo il regolare espletamento delle procedure di gara e della relativa assegnazione dei lavori, avrebbe di fatto smentito e tralasciato le determinazioni assunte in sede parlamentare.

(3-03465)

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Posted by on 9 febbraio 2017. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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