Delega al Governo per l’unificazione delle Forze di polizia il DDL 2095 assorbito dal DDL 2068 approvato in Assemblea con modificazioni

 

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Nella seduta di ieri 7 febbraio al Senato  era in discussione in aula la Delega al Governo per l’unificazione delle Forze di polizia e per la riorganizzazione delle funzioni di protezione civile  disegno di legge numero 2095. In seguito alla discussione dei disegni di legge: 2068, già approvato dalla Camera dei deputati in un testo risultante dall’unificazione dei disegni di legge d’iniziativa dei deputati Senato della Repubblica; Segoni ed altri; Zaratti e Pellegrino, 1001, 1606, 1797 e 2095,  la delega al Governo per l’unificazione delle Forze di polizia e per la riorganizzazione delle funzioni di protezione civile dopo la votazione finale ha   visto l’ approvazione dell’aula con modificazioni,  e inserita nel disegno di legge n. 2068 . In conclusione l ‘Assemblea ha approvato il DDL 2068  e assorbito i disegni di legge nn. 1001, 1606, 1797 e 2095. Di seguito inseriamo i due DDL in questione.

DISEGNO DI LEGGE N. 2095

D’iniziativa del senatore Maran

Art. 1.

(Delega al Governo per il riordino delle funzioni di polizia e dei corpi di polizia dello Stato e la riorganizzazione delle funzioni di protezione civile)

  1. Il Governo è delegato ad adottare, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri interessati, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi di cui all’articolo 2 e con le procedure di cui al medesimo articolo, uno o più decreti legislativi aventi ad oggetto il riordino delle funzioni di polizia e dei corpi di polizia dello Stato, nonché la riorganizzazione delle funzioni di protezione civile.

Art. 2.

(Princìpi e criteri direttivi)

  1. Ai fini dell’adozione dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, il Governo opera nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
  2. a) quadripartizione delle strutture dedite in via esclusiva all’esercizio della forza pubblica nei seguenti corpi:

1) Polizia del territorio;

2) Polizia della sicurezza;

3) Polizia delle coste;

4) Protezione civile;

  1. b) trasferimento alla Polizia del territorio di tutti i compiti e le funzioni di polizia amministrativa, tributaria, di presidio territoriale, di controllo e sicurezza di interesse esclusivamente locale, assicurando un effettivo controllo generale di tutto il territorio della Repubblica e tutelando a livello locale la popolazione rispetto a tutti i tipi di esigenze e di pericoli connessi con l’ordine pubblico e la sicurezza; attribuzione, ai relativi componenti, dello statusdi personale civile abilitato al porto e all’uso delle armi, con qualifica di pubblico ufficiale; dipendenza gerarchica dal Ministero dell’interno; in ciascuno degli enti territoriali, dipendenza funzionale dalle amministrazioni competenti per materia ad attivare le predette funzioni di vigilanza e controllo;
  2. c) istituzione, all’interno della Polizia del territorio, di un corpo specializzato in ambito di giustizia penale con compiti e funzioni di polizia delle udienze civili e penali, di vigilanza dei palazzi di giustizia, di sorveglianza interna ed esterna degli istituti di pena, relativi al controllo sulle persone sottoposte a misure alternative alla detenzione, misure di sicurezza e misure di prevenzione; attribuzione, ai relativi componenti, dello statusdi personale civile abilitato al porto e all’uso delle armi, con qualifica di pubblico ufficiale; dipendenza gerarchica dal Ministero dell’interno d’intesa con il Ministero della giustizia; dipendenza funzionale dalla procura della Repubblica presso il tribunale territorialmente competente, ad eccezione dell’obbligo di collaborare con il direttore degli istituti di pena a livello decentrato e con il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria a livello centrale, in quanto soggetti su cui è mantenuta la responsabilità del trattamento penitenziario;
  3. d) trasferimento alla Polizia della sicurezza di tutti i compiti e le funzioni di polizia di protezione dei confini nazionali, di contrasto della grande criminalità nazionale e internazionale, anche di stampo mafioso, di sicurezza nei confronti di attività o minacce terroristiche e di prevenzione di manovre che mettono in pericolo la stabilità finanziaria del Paese; le nuove funzioni sono disciplinate in modo da assicurare un adeguato e specialistico svolgimento delle diverse attività che devono essere esercitate in modo unitario o che necessitano di particolari specializzazioni. Sono altresì destinate a tale corpo le risorse da impiegare per il mantenimento dei rapporti internazionali ed europei o per i rapporti tra le diverse articolazioni locali delle Forze di polizia, ovvero per servizi organizzati a livello interprovinciale. Il corpo dispone del personale necessario ad essere impiegato in modo rapido o flessibile in circostanze speciali o in circostanze straordinarie per esigenze operative connesse ad indagini ovvero per l’esigenza di provvedere ai problemi di sicurezza di rilevanza locale acuta o di carattere internazionale. Devono essere inoltre previsti: il mantenimento, ai relativi componenti, dello statusdi militari, con qualifica di pubblico ufficiale; la dipendenza gerarchica dal Ministero della difesa secondo un’apposita articolazione territoriale, senza assoggettamento ad alcuna delle Armi esistenti; la dipendenza funzionale dal Ministero dell’interno per i compiti di polizia e, a livello decentrato, dal prefetto territorialmente competente;
  4. e) trasferimento alla Polizia delle coste, tramite l’accentramento delle relative funzioni nel Corpo delle Capitanerie di porto – Guardia costiera, del controllo dei confini marittimi in materia di polizia e soccorso pubblico e di tutti i compiti di difesa civile e militare delle coste, ivi compresa la difesa da pericoli incombenti di origine antropica o naturale, nonché relativi alla tutela del mare e dei biotopi ad elevato valore ambientale individuati a livello nazionale d’intesa con il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare; assistenza alle categorie di popolazione che versino in gravi condizioni di disagio, individuate d’intesa con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale; dipendenza gerarchica dal Ministero della difesa secondo un’apposita articolazione territoriale, senza assoggettamento ad alcuna delle Armi esistenti; dipendenza funzionale dal Ministero dell’interno per i compiti di polizia e, a livello decentrato, dal prefetto territorialmente competente;
  5. f) trasferimento alla Protezione civile di tutti i compiti e le funzioni di difesa civile da pericoli incombenti di origine antropica o naturale, nonché relative alla tutela del territorio e dei biotopi ad elevato valore ambientale e all’assistenza a categorie di popolazione che versino in gravi condizioni di disagio, individuate a livello nazionale o, di concerto con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale, a livello internazionale; dipendenza gerarchica dal Ministero dell’interno e funzionale dal prefetto territorialmente competente, con inserimento nella catena di comando del sindaco dell’area interessata all’intervento nella qualità di ufficiale di governo e con la possibilità di impiego delle ordinanze contingibili ed urgenti di sua spettanza;
  6. g) conseguente riordino del sistema previsto dalla legge 1° aprile 1981, n. 121, delle norme del codice dell’ordinamento militare, di cui al decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66, concernenti le funzioni di polizia e di tutte le funzioni di polizia svolte da tutti i corpi di polizia statale e locale e delle Forze armate; riordino del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica, con attribuzione della funzione di coordinamento territoriale dei corpi di cui alle lettere b)c)d)ed e); presenza in esso dei rappresentanti provinciali di ciascuno dei quattro corpi e mantenimento degli organi politici di vertice degli enti territorialmente interessati;
  7. h) coordinamento con le agenzie fiscali del corpo di cui alla lettera b)in materia tributaria, catastale, doganale e di gestione amministrativa e finanziaria dei beni demaniali, fermi restando gli attuali livelli di tutela della sicurezza economico-finanziaria e ferma restando la possibilità di avvalersi degli altri corpi di cui alla lettera a)per le attività che richiedano l’impiego di specifiche risorse investigative;
  8. i) trasferimento al Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo delle funzioni amministrative di vigilanza in funzione del recupero e della difesa del patrimonio culturale, ferma restando la possibilità di avvalersi dei corpi di cui alle lettere b)ed e)per le attività di recupero che richiedano l’impiego di specifiche risorse investigative;
  9. l) unificazione presso il Ministero dell’interno della gestione amministrativa e finanziaria del personale di tutte le Forze di polizia; unificazione dei contratti e degli appalti concernenti la gestione a qualsiasi titolo o gli acquisti dei beni mobili e immobili e dei servizi, inclusi i mezzi di trasporto, le armi, le dotazioni logistiche e tecnologiche e gli strumenti e i sistemi di comunicazione messi a disposizione di tutte le Forze di polizia e tutte le attività concernenti gli appalti e i contratti concernenti tali beni e servizi, con esclusione del materiale di armamento e di comunicazione strettamente attinente alla difesa dello Stato. Le specificità delle dotazioni militari relative alla difesa nazionale sono oggetto di gestione appaltistica specializzata da parte del Ministero della difesa per il personale del corpo di cui alla lettera c);
  10. m) unificazione presso il Ministero dell’interno delle funzioni relative alla preparazione del personale chiamato a svolgere funzioni di polizia nei corpi di cui alla lettera a), con contestuale riordino, aggiornamento e potenziamento dei percorsi didattici per l’istruzione, la formazione e l’aggiornamento del personale chiamato a svolgere compiti di polizia, delle materie insegnate e degli ordinamenti didattici dei vari corsi e loro collegamento con i corsi scolastici, universitari e di formazione esistenti, includendovi anche la promozione della conoscenza e della pratica delle norme costituzionali, internazionali e dell’Unione europea, la promozione della coscienza civica, la conoscenza e l’addestramento all’uso delle armi e dei sistemi informatici e all’uso di risorse e metodi non violenti nelle modalità del servizio operativo e l’apprendimento di una deontologia professionale che sia conforme alla primaria funzione preventiva spettante alle Forze di polizia;
  11. n) previsione di una formazione di tipo strettamente militare e gestita dal Ministero della difesa, per il personale del corpo di cui alla lettera d), in modo da preparare, aumentare, distribuire e pianificare le funzioni di tipo preventivo e di controllo di tutto il territorio della Repubblica, oltre che le funzioni di contrasto e di repressione della grande criminalità organizzata.
  12. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, il personale attualmente destinato al servizio navale ed ai reparti subacquei dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, nonché della Polizia di Stato, confluisce, avanzando domanda, negli organici della Polizia delle coste. Il personale che non avanza domanda viene destinato, secondo necessità, agli altri corpi di cui alla lettera a).
  13. I decreti legislativi di cui all’articolo 1 sono adottati previo parere della Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e successive modificazioni, e delle competenti Commissioni parlamentari, le quali si esprimono entro trenta giorni dalla data di assegnazione. Decorsi tali termini senza che la Conferenza unificata e le Commissioni parlamentari abbiano espresso il parere di rispettiva competenza, i decreti legislativi possono essere comunque emanati.
  14. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dal presente articolo, il Governo può adottare, con la procedura di cui al comma 4, disposizioni integrative e correttive dei decreti legislativi di cui al medesimo articolo 1.
  15. Gli schemi dei decreti legislativi adottati in attuazione delle deleghe contenute nella presente legge sono corredati di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria dei medesimi ovvero dei nuovi o maggiori oneri da essi derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura. In conformità all’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti attuativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al loro interno, i decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente o contestualmente alla data di entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.

Art. 3.

(Organizzazione e struttura)

  1. Con appositi regolamenti da emanare, ai sensi dell’articolo 17, comma 1, lettera b), della legge 23 agosto 1988, n. 400, entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore dei decreti legislativi di cui all’articolo 1, sono trasferiti ai quattro corpi istituiti ai sensi degli articoli 1 e 2, secondo le competenze territoriali e le funzioni ivi definite, il personale, i beni, gli strumenti operativi e le risorse finanziarie definiti in base alle seguenti modalità:
  2. a) alla Polizia del territorio sono destinate le risorse finora conferite alle unità dell’Arma dei carabinieri e della Polizia di Stato, nonché del Corpo della polizia penitenziaria, che attualmente disimpegnano i compiti e le funzioni di polizia amministrativa, di presidio territoriale, di polizia tributaria, di protezione dei palazzi di giustizia, di controllo e sicurezza di interesse esclusivamente locale;
  3. b) alla Polizia della sicurezza sono destinate le risorse finora conferite alle unità della Polizia di Stato, dell’Arma dei carabinieri e del Corpo della guardia di finanza, che attualmente disimpegnano i compiti e le funzioni di polizia di protezione dei confini nazionali, di contrasto della grande criminalità nazionale ed internazionale, anche di stampo mafioso, di sicurezza nei confronti di attività o minacce terroristiche e di prevenzione di manovre che mettano in pericolo la stabilità finanziaria del Paese;
  4. c) alla Polizia delle coste confluisce il personale attualmente destinato al servizio navale e ai reparti subacquei dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza, nonché della Polizia di Stato, ai sensi dell’articolo 2, comma 2; a tale corpo sono attribuiti tutti i mezzi e le infrastrutture del Corpo delle capitanerie di porto – Guardia costiera, che ne assume il comando, nonché i mezzi navali, attualmente in dotazione o in costruzione, un’aliquota di mezzi aerei, da determinare in relazione ai criteri di effettivo impiego, e le relative attuali infrastrutture logistiche dell’Arma dei carabinieri, del Corpo della guardia di finanza e della Polizia di Stato;
  5. d) alla Protezione civile sono destinate le risorse finora conferite alle unità appartenenti al Servizio nazionale della protezione civile, con contestuale riordino e assorbimento delle funzioni e dell’organizzazione del Dipartimento dei vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile del Ministero dell’interno, del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, con incorporazione nel nuovo corpo delle funzioni, degli uffici e del personale attualmente addetto alle funzioni di soccorso alpino finora svolte dal Corpo della guardia di finanza e alle funzioni di protezione civile esercitate dal Corpo forestale dello Stato in materia di prevenzione e di contrasto degli incendi, di soccorso montano e sciistico e di soccorso in caso di calamità naturali e del relativo personale.
  6. Gli schemi dei regolamenti di cui al comma 1, adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri, sentiti i Ministri dell’interno, della difesa, delle infrastrutture e dei trasporti e dell’economia e delle finanze per le parti di competenza, corredati di relazione tecnica, sono trasmessi alle Camere ai fini dell’espressione dei pareri da parte delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che sono resi entro sessanta giorni dalla data di trasmissione. Decorso il termine previsto per l’espressione del parere o quello eventualmente prorogato, i regolamenti possono essere comunque emanati. Il Governo, qualora non intenda conformarsi ai pareri parlamentari, trasmette nuovamente i testi alle Camere con le sue osservazioni, con eventuali modificazioni, corredate dei necessari elementi integrativi di informazione e motivazione. I pareri definitivi delle Commissioni competenti per materia sono espressi entro il termine di dieci giorni dalla data della nuova trasmissione. Decorso tale termine, i regolamenti possono essere comunque emanati.

 

 

Allegato A

DISEGNO DI LEGGE NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE

Delega al Governo per il riordino delle disposizioni legislative in materia di sistema nazionale della protezione civile (2068 )

ARTICOLO 1 NEL TESTO PROPOSTO DALLA COMMISSIONE (*)

Art. 1.

  1. Il Governo è delegato ad adottare, entro nove mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi di ricognizione, riordino, coordinamento, modifica e integrazione delle disposizioni legislative vigenti che disciplinano il Servizio nazionale della protezione civile e le relative funzioni, in base ai princìpi di leale collaborazione e di sussidiarietà e nel rispetto dei princìpi e delle norme della Costituzione e dell’ordinamento dell’Unione europea, nei seguenti ambiti:
  2. a)definizione delle attività di protezione civile come insieme delle attività volte a tutelare l’integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l’ambiente dai danni o dal pericolo di danni derivanti da eventi calamitosi naturali o di origine antropica, articolate in attività di previsione, prevenzione e mitigazione dei rischi connessi con i medesimi eventi calamitosi, di pianificazione e gestione delle emergenze, nonché inerenti all’attuazione coordinata delle misure per rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita, per ripristinare la funzionalità dei servizi essenziali e per ridurre il rischio residuo nelle aree colpite dagli eventi medesimi;
  3. b)organizzazione di un sistema policentrico che operi a livello centrale, regionale e locale, prevedendo la possibilità di definire livelli di coordinamento intermedi tra la dimensione comunale e quella regionale e di integrare l’elenco delle strutture operative che concorrono alle finalità di protezione civile, includendovi anche eventuali soggetti organizzati in base a princìpi innovativi;
  4. c)attribuzione delle funzioni in materia di protezione civile allo Stato, alle regioni, ai comuni, alle unioni dei comuni, alle città metropolitane, agli enti di area vasta di cui alla legge 7 aprile 2014, n. 56, e alle diverse componenti e strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile, distinguendo fra funzioni di indirizzo politico e di gestione amministrativa e differenziando le responsabilità, i compiti e i poteri autoritativi, per promuovere l’esercizio coordinato delle attività fra i diversi livelli di governo, secondo il principio di sussidiarietà e garantendo l’unitarietà dell’ordinamento; a tal fine il Presidente del Consiglio dei ministri, in qualità di autorità nazionale e titolare delle politiche di protezione civile, svolge la funzione di indirizzo e coordinamento, avvalendosi del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, anche per assicurare l’unitaria rappresentanza nazionale in materia presso l’Unione europea e gli organismi internazionali e per coordinare l’esercizio delle funzioni attribuite ai sindaci, anche metropolitani, ai prefetti e ai presidenti delle regioni, in qualità di autorità territoriali di protezione civile, nonché al Corpo nazionale dei vigili del fuoco che nell’immediatezza dell’evento calamitoso assume la responsabilità del soccorso tecnico urgente, anche ai fini del loro raccordo con le altre componenti e strutture operative per assicurarne il concorso solidale;
  5. d)disciplina della partecipazione e delle responsabilità dei cittadini, singoli e associati, anche mediante le formazioni di natura professionale, alle attività di protezione civile, con riferimento alla pianificazione delle iniziative da adottare per fronteggiare l’emergenza, alle esercitazioni, alla diffusione della conoscenza e della cultura della protezione civile allo scopo di promuovere la resilienza delle comunità, anche attraverso la consapevolezza dei diritti e dei doveri, e l’adozione di misure di autoprotezione, con particolare attenzione alle persone in condizioni di fragilità sociale e con disabilità, nonché di promuovere e sostenere le organizzazioni di volontariato operanti nello specifico settore, anche attraverso la formazione e l’addestramento dei volontari ad esse appartenenti, favorendone l’integrazione in tutte le attività di protezione civile;
  6. e)disciplina della partecipazione e della collaborazione delle università e degli enti e istituti di ricerca alle attività di protezione civile, ai fini dell’integrazione in esse di conoscenze e prodotti derivanti da attività di ricerca e innovazione, anche frutto di iniziative promosse dall’Unione europea e dalle istituzioni internazionali anche nel campo della ricerca per la difesa dai disastri naturali;
  7. f)istituzione di meccanismi e procedure per la revisione e la valutazione periodica dei piani di emergenza comunali, nel quadro dell’esercizio coordinato delle funzioni di protezione civile;
  8. g)disciplina dello stato di emergenza, garantendo la tempestività e l’omogeneità della valutazione delle condizioni dei territori ai fini della relativa dichiarazione, e previsione del potere di ordinanza in deroga a norme vigenti, nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento e della normativa dell’Unione europea, unitamente alle modalità di attivazione operativa, anche preventiva, del Servizio nazionale della protezione civile, in relazione alla tipologia degli eventi calamitosi, agli ambiti di competenza e responsabilità e all’effettiva operatività, anche per interventi all’estero, assicurando il concorso solidale delle colonne mobili regionali e del volontariato e prevedendo modalità di impiego di personale qualificato proveniente da enti locali a supporto delle amministrazioni locali colpite;
  9. h)previsione di disposizioni che individuino, a regime, anche sulla base di apposite norme speciali, specifiche modalità di intervento del Servizio nazionale della protezione civile per consentire l’effettività delle relative misure e stabilirne l’efficacia limitata alla durata della situazione di emergenza, in ragione della gravità dell’evento calamitoso, prevedendo trasparenti procedure di verifica successiva in relazione:

1) alle procedure di acquisizione di servizi, forniture e lavori, anche mediante strumenti di acquisto aperti ai quali possano accedere, in via preventiva, tutte le componenti e le strutture operative del Servizio nazionale della protezione civile;

2) a singole fattispecie connesse a particolari esigenze, ivi comprese quelle riguardanti la gestione dei rifiuti, delle macerie, dei materiali vegetali e delle rocce e terre da scavo prodotti in condizioni di emergenza, nel rispetto dei princìpi generali dell’ordinamento giuridico;

3) alle modalità di reperimento delle forniture di beni di prima necessità, di servizi e di materiali necessari nelle diverse fasi dell’emergenza, prevedendo meccanismi atti a favorire il coinvolgimento delle attività produttive di beni e servizi presenti sul territorio al fine di sostenere l’economia delle aree interessate dall’evento calamitoso, compatibilmente con la normativa dell’Unione europea e con i princìpi vigenti in materia di disciplina della concorrenza e dei mercati;

  1. i)disciplina organica degli strumenti nazionali di finanziamento per l’esercizio delle funzioni di protezione civile, articolati nel Fondo nazionale di protezione civile, nel Fondo per le emergenze nazionali e nel Fondo regionale di protezione civile;
  2. l)disciplina, in conformità alle previsioni di cui all’articolo 40, comma 2, lettera p), della legge 31 dicembre 2009, n. 196, delle procedure finanziarie e contabili che devono essere applicate da parte dei commissari delegati titolari di contabilità speciale e disciplina dei relativi obblighi di rendicontazione, delle procedure di controllo successivo e del subentro delle amministrazioni competenti in via ordinaria nei rapporti giuridici attivi e passivi sorti durante la gestione commissariale, nonché nei procedimenti contenziosi e nelle attività pre-contenziose instaurati durante lo stato di emergenza e in relazione ad esso;
  3. m)disciplina delle misure da adottare per rimuovere gli ostacoli alla ripresa delle normali condizioni di vita nelle aree colpite dagli eventi calamitosi, consistenti in interventi strutturali e non strutturali di prevenzione e di ripristino dei territori, delle opere e delle infrastrutture pubbliche e di interesse pubblico danneggiate, comprese quelle strategiche, di riduzione del rischio residuo e delle altre misure per favorire il superamento dello stato di emergenza, anche prevedendo eventuali forme di microcredito agevolato, nonché la ripresa economica dei soggetti privati e delle attività economiche o produttive danneggiate, tenendo conto di eventuali indennizzi o risarcimenti di natura assicurativa; esclusione dell’applicabilità delle misure di cui alla presente lettera agli edifici abusivi danneggiati o distrutti;
  4. n)definizione del ruolo e delle responsabilità del sistema di protezione civile e degli operatori del sistema medesimo e delle relative specifiche professionalità, anche con riferimento alle attività di presidio delle sale operative e della rete dei centri funzionali e alla relativa disciplina e regolamentazione;
  5. o)individuazione di modalità di partecipazione del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri all’elaborazione delle linee di indirizzo per la definizione delle politiche di prevenzione strutturale dei rischi naturali e di origine antropica e per la loro attuazione.
  6. I decreti legislativi di cui al comma 1 provvedono ad assicurare il coordinamento delle disposizioni concernenti le materie oggetto della presente legge nonché la coerenza terminologica, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
  7. a)identificazione delle tipologie dei rischi per i quali si esplica l’azione di protezione civile, fermo restando che non rientrano nell’azione di protezione civile gli interventi per eventi programmati o programmabili in tempo utile che possano determinare criticità organizzative;
  8. b)individuazione, sistematizzazione e riassetto in forma organica e coordinata degli ambiti di disciplina di cui al comma 1, ai fini della più efficace ed effettiva attribuzione delle connesse responsabilità gestionali e amministrative, nelle diverse attività di protezione civile;
  9. c)raccordo delle attività di pianificazione in materia di protezione civile svolte ai diversi livelli con quelle di valutazione ambientale e di pianificazione territoriale nei diversi ambiti e di pianificazione strategica;
  10. d)omogeneizzazione, su base nazionale, delle terminologie e dei codici convenzionali adottati dal Servizio nazionale della protezione civile per classificare e per gestire le diverse attività di protezione civile, ivi compresi gli aspetti relativi alla comunicazione del rischio, anche in relazione alla redazione dei piani di protezione civile, al fine di garantire un quadro coordinato e chiaro in tutto il territorio nazionale e l’integrazione tra i sistemi di protezione civile dei diversi territori, nel rispetto dell’autonomia organizzativa delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano;
  11. e)individuazione dei livelli degli effetti determinati dagli eventi calamitosi, commisurati alla loro intensità ed estensione e alla capacità dei territori di farvi fronte, sulla base dei quali individuare criteri e metodologie omogenei per l’intero territorio nazionale, per il riconoscimento e l’erogazione di agevolazioni, contributi e forme di ristoro per i soggetti colpiti da eventi per i quali sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
  12. f)ricognizione delle fonti normative primarie vigenti che regolano le materie oggetto della legge 24 febbraio 1992, n. 225, e degli ulteriori provvedimenti normativi, anche relativi a specifici eventi calamitosi, contenenti disposizioni che producono effetti a regime nell’ambito delle materie oggetto della presente legge, per garantirne la coerenza giuridica, logica e sistematica;
  13. g)introduzione di appositi strumenti di semplificazione volti alla riduzione degli adempimenti amministrativi durante la fase di emergenza e di superamento dell’emergenza, garantendo la continuità amministrativa e la piena trasparenza e tracciabilità dei flussi finanziari;
  14. h)introduzione dell’esonero dalle pratiche di autorizzazione per l’installazione di stazioni di monitoraggio o stazioni idrometeorologiche ai fini di protezione civile;
  15. i)integrazione della disciplina del Servizio nazionale della protezione civile con la disciplina in materia di protezione civile dell’Unione europea;
  16. l)invarianza degli oneri a carico della finanza pubblica.
  17. I decreti legislativi di cui al comma 1 provvedono altresì alla semplificazione normativa delle materie oggetto della presente legge, nel rispetto dei seguenti princìpi e criteri direttivi:
  18. a)indicazione, dopo la rubrica di ogni articolo, degli estremi della vigente disposizione della fonte normativa originaria oggetto di riassetto;
  19. b)coordinamento formale e sostanziale del testo delle disposizioni vigenti, apportando le modifiche necessarie per garantire la coerenza giuridica, logica e sistematica della normativa e per adeguare, aggiornare e semplificare il linguaggio normativo;
  20. c)verifica del rispetto dei princìpi contenuti nelle direttive dell’Unione europea in materia;
  21. d)adeguamento alla giurisprudenza costituzionale e dell’Unione europea;
  22. e)indicazione esplicita delle norme abrogate.
  23. I decreti legislativi di cui al comma 1, nel disciplinare le materie oggetto della presente legge, definiscono altresì i criteri da seguire al fine di adottare, entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei medesimi decreti legislativi, le necessarie iniziative per la ricognizione, la modifica e l’integrazione dei provvedimenti di attuazione, con particolare riferimento alle direttive del Presidente del Consiglio dei ministri adottate ai sensi del comma 2 dell’articolo 5 del decreto-legge 7 settembre 2001, n. 343, convertito, con modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, individuando altresì gli ambiti nei quali le regioni esercitano la potestà legislativa e regolamentare, fatte salve le prerogative riconosciute alle regioni a statuto speciale e alle province autonome di Trento e di Bolzano.
  24. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono adottati su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri che si avvale, ai fini della predisposizione dei relativi schemi, del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, di concerto con i Ministri interessati, previa intesa da sancire in sede di Conferenza unificata ai sensi dell’articolo 3 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, e previa acquisizione del parere del Consiglio di Stato, che è reso nel termine di trenta giorni dalla data di trasmissione di ciascuno schema di decreto legislativo, decorso il quale il Governo può comunque procedere. Lo schema di ciascun decreto legislativo è successivamente trasmesso, corredato di relazione tecnica che dia conto della neutralità finanziaria del medesimo ovvero dei nuovi o maggiori oneri da esso derivanti e dei corrispondenti mezzi di copertura, alle Camere per l’espressione dei pareri delle Commissioni parlamentari competenti per materia e per i profili finanziari, che si pronunciano nel termine di quarantacinque giorni dalla data di trasmissione, decorso il quale il decreto legislativo può essere comunque adottato.
  25. Dall’attuazione delle deleghe recate dalla presente legge non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica. In conformità all’articolo 17, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, qualora uno o più decreti attuativi determinino nuovi o maggiori oneri che non trovino compensazione al proprio interno, i decreti legislativi dai quali derivano nuovi o maggiori oneri sono emanati solo successivamente o contestualmente all’entrata in vigore dei provvedimenti legislativi che stanzino le occorrenti risorse finanziarie.
  26. Entro due anni dalla data di entrata in vigore di ciascuno dei decreti legislativi di cui al comma 1, nel rispetto dei princìpi e criteri direttivi stabiliti dalla presente legge, il Governo può adottare, ai sensi del comma 5, disposizioni integrative o correttive dei medesimi decreti legislativi, sulla base di una relazione motivata presentata alle Camere dal Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del capo del Dipartimento della protezione civile della Presidenza del Consiglio dei ministri, che individua le disposizioni dei decreti legislativi su cui si intende intervenire e le ragioni dell’intervento normativo proposto.

________________

(*) Approvato il disegno di legge composto del solo articolo 1

DISEGNI DI LEGGE NN. 1001, 1606, 1797 E 2095 DICHIARATI ASSORBITI A SEGUITO DELL’APPROVAZIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N. 2068

________________

N.B. Per i disegni di legge nn. 1001, 1606, 1797 e 2095 dichiarati assorbiti a seguito dell’approvazione del disegno di legge n. 2068, nel testo proposto dalla Commissione, si rinvia all’Atto Senato 2068, 1001, 1606, 1797 e 2095-A .

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