Ecco il carcere modello, un penitenziario da 300 posti sarà pronto in 18 mesi, inizio lavori entro la prossima primavera per concludersi a fine 2018

 

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Ecco il carcere modello a impatto zero .San Vito, sarà pronto in 18 mesi: 300 posti, strutture per lo sport ed energia “autoprodotta” dal sole. E quella in eccesso sarà venduta.SAN VITO. Svelato il progetto del carcere modello che sarà costruito a San Vito. Al teatro Arrigoni i cittadini hanno potuto capire – per quanto possibile, visto che ci sono dettagli legati alla sicurezza – come sarà la “loro” casa circondariale.

Il responsabile del procedimento, Giorgio Lillini (sede di Trieste del provveditorato interregionale alle Opere pubbliche del Triveneto), ha delineato una nuova tempistica. I lavori dovrebbero iniziare entro la prossima primavera e concludersi a fine 2018. Con un’incognita: è attesa una sentenza del Consiglio di Stato.

Il carcere modello. Un penitenziario da 300 posti per la circoscrizione di Friuli occidentale e Veneto orientale, che punta al reinserimento sociale del detenuto. Ventimila dei circa 45 mila quadri della dismessa caserma Dall’Armi saranno occupati da costruzioni.

I due edifici principali dell’ex presidio militare saranno recuperati. Quello che si affaccia su via Oberdan sarà adibito alla direzione dell’istituto, quello sul retro a caserma agenti e detenuti in regime di semilibertà. Un nuovo stabile ospiterà gli alloggi di servizio.

Questa zona avrà una recinzione più “leggera” rispetto al muro di cinta entro il quale sorgerà, ex novo, il padiglione detentivo, sviluppato su quattro piani (con tanto di biblioteca e sala per attività musicali). In questa zona le vecchie strutture, eccetto un paio, saranno smantellate.

Si entrerà dalla “block house” (per il controllo accessi) affacciata su via Oberdan. Ci saranno un campo da tennis e uno da calcetto, un edificio per le matricole, uno per i colloqui, uno per le lavorazioni, uno per mensa, cucina e bar e uno per isolamento, culto e palestra. Le vie Oberdan e Divisione Garibaldi saranno riqualificate: quest’ultima ospiterà una nuova rotatoria e posti auto.

L’impatto zero. «Il carcere sarà a impatto zero – ha evidenziato Lillini – perché alimentato da energie rinnovabili. Non ci sarà metano, a beneficio anche della prevenzione incendi». Pannelli solari produrranno «il doppio dell’energia necessaria: metà sarà venduta a societa energetiche, a beneficio dell’amministrazione pubblica».

I tempi. Dopo la sottoscrizione del protocollo di legalità per i lavori, si attende l’approvazione del contratto d’appalto (già stipulato) da parte della Corte dei conti, dopodiché «sarà approvato il progetto esecutivo, redatto in tempi brevi. Entro la primavera – ha stimato Lillini – dovremmo riuscire a consegnare i lavori, che dureranno un anno e mezzo».

A occuparsene sarà l’associazione temporanea di imprese Kostruttiva (Marghera)-Riccesi (Trieste), aggiudicataria dell’appalto per 18 milioni 466 mila euro (l’importo complessivo è di 25 milioni 568 mila euro).

L’incognita. La richiesta di sospensiva era stata respinta,

l’udienza di merito è chiusa, ma la sentenza non è ancora disponibile. È quella sull’appello presentato al Consiglio di Stato dalla Pizzarotti di Parma, seconda in gara ha chiesto di annullare l’aggiudicazione dell’appalto. Ma per ora l’iter va avanti.(Messaggero Veneto)

                     

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Posted by on 20 dicembre 2016. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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