Accorpamento della Polizia Penitenziaria con la Polizia di Stato

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La Puglia in prima linea in un nuovo progetto in linea l’Europa 

Come confermato dall’Assessore regionale della formazione e lavoro, Sebastiano Leo, la Regione Puglia sta lavorando assiduamente alla concretizzazione di un progetto per la esecuzione di pene alternative nei confronti dei detenuti.

Si tratterebbe della punta di un iceberg di un nuovo progetto che, se accolto, rivoluzionerà l’attuale assetto del sistema carcere (attualmente limitato a contenere il detenuto), razionalizzando anche il numero delle forze di polizia, nell’ottica intrapresa dal Governo Renzi, in virtù delle richieste europee.  In sostanza, è una nuova bozza in netto contrasto con il calderone onnicomprensivo voluto dal Tavolo 15 degli Stati Generali dell’ Esecuzione penale, presieduto dal dott. Ardita, che proponeva la costituzione del Corpo di Giustizia “militarizzando” di fatto le carceri italiane, attraverso la consegna della divisa anche ad educatori ed assistenti sociali, quali ruoli tecnici di una nuova ed anomala forza di Polizia.

Diversamente, il progetto circolante che pare essere condiviso non soltanto dal Corpo di Polizia Penitenziaria, ma anche da diverse organizzazioni sindacali e nei principi dalle associazioni di detenuti, si trova già circolante per il web e si propone di raggiungere due fondamentali ed ambiziosi obiettivi:  definire un nuovo modello di esecuzione penale, più dignitoso per chi vi lavora e per chi vi è ristretto dando la concreta possibilità per chi ha sbagliato di reinserirsi positivamente nel contesto sociale; perseguire la tendenza ad affidare la cura e la gestione dei detenuti non a poliziotti ma a professionisti di tipo psico-pedagogico, certamente supportati da operatori della sicurezza, non militari e non polizia penitenziaria.

I  principi essenziali di questa nuova auspicabile riforma sono i seguenti:

  • affidare la custodia detentiva ed i piantonamenti di detenuti ed internati ad un Corpo di sicurezza, non avente funzioni di polizia, denominato Corpo di Custodia ed Osservazione (o Corpo Penitenziario);
  • far confluire il personale della attuale Polizia Penitenziaria all’interno del nuovo comparto della Polizia di Stato (comparto Polizia dell’esecuzione Penale), il quale avrebbe gli attuali compiti della polizia penitenziaria, fatta eccezione di quelli custodia e trattamento e con in più il controllo sulle misure alternative alla detenzione e l’esclusiva delle indagini in ambito penitenziario;
  • massiccia implementazione della pianta organica prevista per gli attuali funzionari giuridico pedagogici (Educatori) e degli altri professionisti psico-pedagogico, in modo da consentire alle persone private della libertà personale di affrontare nelle migliori condizioni il percorso di revisione critica previsto dall’articolo 27 della costituzione e maggiore presenza degli stessi durante la quotidianità detentiva;
  • incremento dei controlli sui detenuti ammessi alle Misure alternative alla detenzione mediante un corpo di polizia specializzato (Polizia dell’esecuzione Penale);
  • la riduzione delle forze di Polizia Nazionali da 4 a 3, mediante l’accorpamento della Polizia Penitenziaria alla Polizia di Stato;
  • una riforma sostenibile anche sul piano finanziario in quanto vi sarebbe la possibilità di reperire i fondi volti all’assunzione del nuovo personale di sicurezza del nuovo Corpo di Osservazione e Custodia in parte tramite la permanenza del personale di Polizia Penitenziaria che non faccia richiesta di transito nel nuovo comparto della Polizia di Stato, ed in residua parte mediante il risparmio proporzionale derivante dalla possibilità, per qualche anno, di limitazione dei concorsi da bandire annualmente per la Polizia di Stato fino a completo bilanciamento degli organici, attraverso l’utilizzo e l’impiego del nuovo personale in avanzo del nuovo comparto della Polizia di Stato dell’esecuzione Penale  dovuto alla perdita delle funzioni di custodia della sciolta polizia penitenziaria. 

Tale progetto di riforma del sistema penitenziario, che verrà consegnato al Ministro Orlando (il quale non sembrerebbe essere d’accordo con il Corpo di giustizia degli Stati Generali), al Ministro della Pubblica Amministrazione Madia ed al Presidente del Consiglio Renzi, consentirà finalmente il rispetto dei principi europei in materia di carceri, ma anche l’opportunità di razionalizzazione e riduzione dei corpi di polizia dello stato.

La riforma potrebbe restituire il Governo delle carceri ai Direttori Penitenziari, senza l’ingombrante peso della Polizia Penitenziaria e dei suoi ufficiali.

redazione@corrierepl.it

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Posted by on 18 marzo 2016. Filed under News, Ultim' ora. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Responses are currently closed, but you can trackback from your own site.

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